Prezzi dell’energia in calo, Enel rischia. La stima di Moody’s: l’ex monopolista guidato da Starace non riesce a ridurre il suo enorme indebitamento

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Tempi difficili per i gruppi elettrici, ma in particolare per l’Enel, società di cui il cui management guidato da Francesco Starace non riesce a ridurre il debito, tradendo così il mandato comunicato al mercato dall’azionista di riferimento: il Tesoro. A dare l’allarme è stato ieri Moody’s Investors Service, secondo cui in Italia, i prezzi dell’elettricità all’ingrosso si manterranno in un intervallo di 42-47 euro per megawattora fino al 2020, scendendo dagli attuali 48-51 euro/MWh.

POCA DOMANDA
Il calo previsto è ascrivibile principalmente alla combinazione di prezzi del gas bassi, domanda sottotono ed eccesso di capacità produttiva. Lo si legge nella relazione intitolata Europe’s Electricity Markets: In Italy, Power Prices to Fall on Weak Demand, Low Gas Prices. La riduzione della domanda di elettricità, dovuta ad un maggiore impatto delle misure di efficienza energetica sui consumi, sta esercitando un’ulteriore pressione al ribasso sul prezzo dell’elettricità, ha dichiarato Alessandro La Scalia,Vice President e analista senior di Moody’s, aggiungendo che ad avviso dell’analista il sistema dell’elettricità rimarrà caratterizzato da un eccesso dell’offerta, nonostante la chiusura di molti impianti termoelettrici peraltro ormai obsoleti. Una situazione nota da anni, ma di fronte alla quale neppure Enel ha saputo cautelarsi.

IN PERICOLO
Moody’s ha sottolineato che, ad essere maggiormente esposte ad un ulteriore declino dei prezzi, sono soprattutto l’Enel, A2A, Edison e Compagnia Valdostana delle Acque, data la loro significativa attività di generazione elettrica in Italia, mentre Hera e Acea risultano molto meno esposte.