Prima condanna a una foreign fighter italiana. Nove anni di reclusione per Fatima. Pene severe pure per il marito e il padre

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Fatima è stata condannata. Nove anni di reclusione per la foreign fighter italiana, condannata per terrorismo internazionale e organizzazione di viaggi a fine di terrorismo. Questa la pena decisa dalla Corte d’Assise di Milano per Maria Giulia Sergio, 29enne foreign fighter nota con il nome di Fatima, che era pronta anche al martirio e che ai proprio genitori diceva: “Venite qui in Siria, qui tagliamo teste, presto lo faremo anche a Roma”. È la prima volta che in Italia viene condannato un foreign fighter, effettivamente partito per il sedicente stato islamico.

La donna, nata in Campania, è partita da Inzago nel milanese nel 2014 e ora sarebbe in Siria. A processo era anche il marito albanese di Fatima, Aldo Kobuzi. Per lui la corte ha anche superato la richiesta di pena della procura che aveva chiesto nove anni. Gli anni di reclusionee decisi dai giudici, invece, sono dieci, dunque superiori a quelli inflitti alla stessa Fatima.

Condannato anche il padre di Fatima, Sergio Sergio, unico imputato non latitante: condannato a 4 anni di reclusione. Una decisione particolarmente severa. I pm avevano infatti chiesto tre anni e quattro mesi. Per Bushra Haik, coetanea di Fatima accusata di essere la reclutatirce di fatima e di sua sorella Marianna Sergio, la pena decisa dalla corte è invece di nove anni (in linea con la richiesta). Per tutti i condannati di nazionalità non italiana è stata disposta l’espulsione dal Paese.