Prima l’interesse pubblico. Mai più favori ai concessionari. Ficara, vicepresidente Commissione Trasporti: “Le cose sono cambiate con Toninelli al ministero”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

L’inchiesta in corso su Autotostrade per l’Italia e le pesanti misure cautelari di ieri (leggi l’articolo) “testimoniano, una volta di più, che abbiamo a che fare con un sistema che faceva acqua da tutte le parti compreso il sistema di controllo”. Nonostante ovviamente “siamo ancora in fase di indagine e chiaramente bisogna aspettare che la giustizia faccia il suo corso”, il giudizio di Paolo Ficara, deputato del Movimento cinque stelle e vicepresidente della Commissione Trasporti a Montecitorio, non può che toccare quanto fatto dal governo sul tema delle concessioni autostradali e la battaglia condotta (spesso anche contro pezzi di maggioranza) nell’interesse e nella tutela della comunità. “A me pare una storia già vista in tanti casi parlando di concessioni statali – spiega a La Notizia – tutti quelli in cui i privati sono stati favoriti a discapito dell’interesse pubblico, magari con la complicità di certa politica. Questa inchiesta testimonia, una volta di più, che abbiamo a che fare con un sistema che faceva acqua da tutte le parti compreso il sistema di controllo”.

Dai documenti emerge un vero e proprio comportamento spregiudicato da parte degli amministratori di Aspi. Si diceva che il ponte fosse attaccato con la Vinavil…
Ciò che si legge nelle intercettazioni pubblicate dai giornali lascia senza parole. Ancor più considerato che parliamo della sicurezza di tutti i cittadini e di uno degli asset più importanti del nostro Paese. La tragedia di Avellino, e quindi la mancata manutenzione dei guard-rail, oggi le barriere fonoassorbenti, più in generale tutto il deficit di manutenzione di tutte le opere come ponti e viadotti rientrano in un comportamento più che spregiudicato. Questo fino a tutto il periodo precedente al Conte I, con Toninelli la musica è cambiata.

Dalle intercettazioni emerge anche un rapporto tra l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci e l’attuale governatore della Liguria Giovanni Toti il quale, secondo quanto riportato ieri dai giornali, avrebbe chiesto un finanziamento per salvare Banca Carige. Non crede che sia un altro aspetto preoccupante di tutta la vicenda?
“Ovviamente si tratta di intercettazioni, ci manca tutto il quadro accusatorio per fare delle valutazioni d’insieme. Sembra emergere però un ulteriore tassello di quello che è stato per anni in questo Paese, vale a dire un rapporto patologico tra politica e certa imprenditoria.

Nel frattempo, però, ancora non è chiaro cosa accadrà alla rete autostradale dopo l’uscita di Aspi. A che punto siamo?
Siamo in una fase di passaggio e, in ogni caso, molto avanzata. Il tutto dovrebbe risolversi nelle prossime settimane.

Cioè?
Cassa Depositi e Prestiti ha confermato al Governo che tutte le interlocuzioni che si stanno tenendo si svolgono tenendo conto delle prassi di mercato.

Dopo quanto emerso crede che occorra anche rivedere il sistema di controllo da parte dello Stato rispetto ai lavori di sicurezza svolti dai concessionari privati?
Rivedere tutto il sistema di controllo delle concessioni è una nostra battaglia da sempre e le ultime vicende lo hanno dimostrato chiaramente non appena insediati al ministero delle Infrastrutture.

Non tutti, però, vi hanno dato da subito ragione…
È vero. Abbiamo combattuto spesso da soli, a volte inascoltati. Oggi, purtroppo, i fatti ci danno ragione.

E adesso?
Occorre un controllo del pubblico sul privato più puntuale, ne va della sicurezza dei cittadini e, cosa di non poco conto, delle casse dello Stato. E stiamo procedendo in questa direzione.

Sicuramente non sarà così, ma non c’è il rischio, che anche altri concessionari abbiano avuto o abbiano tuttora lo stesso comportamento spregiudicato mostrato dagli ex amministratori di Aspi?
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prosegue con il controllo e la ricognizione delle concessioni nei confronti dei vari soggetti. Abbiamo cominciato, e non appena verranno completate le assunzioni di nuove risorse e professionalità importanti – previste dalle leggi di bilancio degli ultimi anni – porteremo a regime l’Agenzia nazionale per la sicurezza di ferrovie, strade e autostrade (Ansfisa) e con essa il processo di monitoraggio delle opere d’arte, infrastrutture in concessione al privato nel pieno rispetto della sicurezza, a tutti i livelli, del cittadino.