Prima svuotata e poi rilevata: Mps nel mirino del Santander. La banca spagnola che svenò il Monte si rafforza. C’è chi scommette proprio per comprare Siena

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Il delitto perfetto. Una banca svuotata, fatta rosolare ben bene sulla brace della crisi e poi comprata per due soldi. Sarà questa la sorte dell’Affaire Santander – Monte Paschi di Siena? Le premesse ci sono tutte. E se le cose andranno come ieri ha scommesso il mercato, per la Spagna sarà un nuovo colpo gobbo all’Italia. Ci avranno tolto la terza banca del Paese straguadagnandoci due volte: quando hanno svenato Rocca Salimbeni per cederle a peso a d’oro l’Antonveneta e adesso, se mai compreranno Siena a un prezzo di Borsa che fa quasi ridere. A questo infatti potrebbe servire l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro deciso ieri dal Cda del Santander.

AUMENTO DI CAPITALE
Formalmente la motivazione resa dall’istituto iberico è quella di finanziare la crescita organica del gruppo e riformulare la politica di dividendo, ritornando a remunerare i soci principalmente in cash. Ma a questa versione non crede nessuno e i soldi freschi potrebbero invece servire a fare l’affare dell’anno: comprare Mps (con in pancia anche l’Antonveneta ceduta sette anni fa) a un prezzo minore di quei 9 miliardi incassati solo per dar via la banca veneta. Per questo a Piazza Affari ieri si è scatenata una corsa ad acquistere le azioni del Monte dei Paschi, schizzate del 12,39%. Roba che gli operatori non vedevano da tempo, dato che Mps è nel mirino della Banca centrale europea e dopo l’ultimo pesantissimo aumento di capitale (5 miliardi) dovrà ancora chiedere altri 2 miliardi agli azionisti e al mercato per adeguarsi ai parametri patrimonilai di sicurezza imposti da Francoforte.

NESSUNA AMMISSIONE
Da Madrid ovviamente non hanno confermato nulla. E in una nota la banca spagnola ha spiegato che il rafforzamento del proprio capitale permetterà al Santander di cogliere completamente la crescita economica sui mercati in cui è presente, sottolineando le favorevoli prospettive economiche di Spagna, Portogallo e Germania. Nessuna menzione dell’Italia e del dossier Mps.

I BIDONI DI BOTIN
Mentre il Santander già prevede come distribuire il dividendo sui risultati del 2015, il nuovo presidente Ana Patricia Botin sembra voler calcare le orme del padre Emilio, il banchiere al timone per 28 anni capace di trasformare un istituto di dimensioni relativamente piccole nel colosso bancario con la maggior capitalizzazione di mercato di tutta Europa (83,49 miliardi di euro). Proprio l’anziano banchiere, scomparso nei mesi scorsi, fu protagonista di alcune operazioni in Italia a dir poco fortunate, favorite dagli interessi incrociati di istituti come Mediobanca e di personaggi come Montezemolo, con grande vantaggio per la sua banca ma altrettanto disagio per le casse proprio di Mps o del gruppo editoriale Rcs, al quale fu fatta strapagare la società Recoletes (e al Corriere della Sera ancora ne pagano le conseguenze).

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