Primo passo del Green new deal. Sull’ambiente si fa sul serio. Parla la senatrice M5S, Floridia: “E’ solo l’inizio. Non c’è tempo da perdere, avanti coi prossimi step”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Un tassello nel grande mosaico del Green new deal. “Che riguarda le tutele ambientali e in particolare la qualità dell’aria”, assicura la senatrice M5S, Barbara Floridia, commentando il via libera, ieri al Senato, al decreto Clima. E la scelta del decreto non è casuale: “Un atto d’urgenza” perché sull’ambiente “non è possibile più perdere tempo”.

E’ arrivato il via libera del Senato al decreto clima, che il ministro Costa ha definito “il primo atto normativo del green new deal”. Concorda con questa definizione?
“Certo. Questo provvedimento mette un altro tassello in quello che è un quadro più generale che riguarda le tutele ambientali e in particolare la qualità dell’aria. Cominciare con un decreto, cioè con un atto normativo di urgenza, vuol dire che c’è la necessità di spingere il piede sull’acceleratore per i temi ambientali sui quali non è possibile più perdere tempo”.

Buono mobilità fino a 1.500 euro per chi rottama l’auto o la moto da spendere in abbonamenti per il trasporto pubblico o per acquistare una bici. Siete così sicuri dell’efficacia di questa norma? State chiedendo agli italiani di abbandonare l’auto, ma c’è chi la usa per lavoro e in molte città i mezzi pubblici non funzionano come dovrebbero…
“Stiamo dando l’opportunità alle persone di scegliere come muoversi attraverso lo strumento del bonus. Il decreto Clima prevede inoltre risorse per ampliare e mettere in sicurezza quelle che sono le corsie preferenziali, così da permettere una maggiore fruizione dei mezzi”.

Poi ci sono le misure per la riforestazione urbana per il contrasto ai cambiamenti climatici e il rimboschimento e la tutela ambientale e idrogeologico. Ma la prima norma stanzia solo 30 milioni per i prossimi due anni, la seconda appena tre milioni. Si poteva fare di più?
“C’è di più. Come detto prima, in commissione ambiente abbiamo incardinato il disegno di legge Cantiere Ambiente che prevede ulteriori risorse per il contrasto al dissesto idrogeologico. Questo intendo quando parlo di visione sistemica. Quello votato ieri è parte di un progetto più vasto che non si ferma quindi al singolo provvedimento”.

Ci sono anche 40 milioni per i green corner nei negozi per l’acquisto di prodotti sfusi e quindi senza imballaggi. Si tratta di una misura coordinata con la plastic tax inserita in Manovra e qual è l’obiettivo?
“Ogni provvedimento è legato agli altri e non lavorano in distonia. Ad ogni modo questo fondo permette ai commercianti di ottenere delle risorse a fondo perduto per una metodologia di vendita che può davvero portare a liberarci dalla plastica monouso”.

Se il decreto Clima è il primo atto del green new deal, quali saranno i prossimi passi?
“Intanto cominciamo a dire che in manovra per l’ambiente sono stati stanziati più di 10 miliardi. Sono previsti fondi per le transizioni delle imprese 4.0, che consisterà nell’avere agevolazioni da parte delle imprese che investiranno nella transizione energetica. Inoltre nel prossimo collegato ambientale sono previste misure importanti come la Valutazione di impatto sanitario (Vis) per le nuove industrie, perché non possiamo più scindere norme che riguardano l’ambiente con quelle che riguardano la salute delle persone. Infine, dobbiamo puntare a far approvare gli altri disegni di legge fermi in Parlamento e che sono importantissimi per il Movimento 5 Stelle come il “cantiere ambiente”, il Salvamare e quello sul consumo di suolo”.