Processo al Csm, melina alla Camera sul caso Ferri. La Giunta delle autorizzazioni chiede ulteriori chiarimenti a Palazzo dei Marescialli

Cosimo Maria Ferri
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Non c’è mai fretta quando si tratta di decidere se far processare un parlamentare e non poteva andare diversamente con il renziano Cosimo Maria Ferri. Dovendo pronunciarsi sull’eventuale via libera al provvedimento disciplinare da parte del Csm nei confronti del magistrato e deputato di Italia Viva (leggi l’articolo), la Giunta delle autorizzazioni della Camera ieri ha deciso così di chiedere altre informazioni a Palazzo dei Marescialli.

Per la prima volta nel corso dell’attuale legislatura, Montecitorio deve decidere se dare l’ok all’utilizzo di una serie di intercettazioni anche per mandare eventualmente avanti il procedimento con cui il Consiglio superiore della magistratura potrebbe applicare sanzioni al renziano Ferri, che prese parte insieme al collega Luca Lotti all’incontro con l’ex presidente dell’Anm e ormai ex pm Luca Palamara all’hotel Champagne, dove si discuteva di nomine.

Ferri ha sostenuto che, essendo un parlamentare, le conversazioni intercettate sono coperte da immunità e che comunque, avendo natura “indiretta”, non possono essere utilizzate nei suoi confronti. La Giunta ieri voleva rinviare direttamente la discussione.

Su insistenza del presidente della Giunta Andrea Delmastro Delle Vedove (FdI), ha infine deciso di chiedere al Csm una serie di chiarimenti “ai fini della determinazione dell’oggetto della richiesta, mediante l’elencazione in dettaglio delle captazioni di cui si chiede l’autorizzazione all’utilizzazione, unitamente alle relative registrazioni e alle loro trascrizioni”.

Leggi anche: Il Csm processa il renziano Ferri. Ma l’immunità ferma il disciplinare. Il magistrato-deputato era agli incontri con Palamara. Per usare le intercettazioni serve però l’ok della Camera.