Prodi lancia l’alleanza col Cavaliere. E prova a fregare i 5 Stelle. Battesimo possibile col voto delle mozioni sul Mes. Altro che saggezza: è un’operazione nostalgia

di Carmine Gazzanni
Politica

Le carte cominciano ad essere scoperte. Esattamente come La Notizia aveva anticipato nei giorni scorsi, le trattative tra Partito democratico e Forza Italia sono più che avviate. E a rivelarlo chiaramente sono le parole di ieri di Romano Prodi, non proprio una personalità che non conta nel partito guidato da Nicola Zingaretti: l’ex presidente del Consiglio ha aperto a una collaborazione col suo storico rivale, Silvio Berlusconi, perché dopotutto “la vecchiaia porta saggezza”. A ruota sono arrivate dichiarazioni bipartisan che lasciano intravedere come in realtà le strategie e i tavoli siano già in stato avanzato. Andrea Marcucci ha sottolineato: “Prodi ha ragione, gli europeisti stiano dalla stessa parte”. A farli eco Giorgio Mulé che ha parlato di “atto di coraggio” da parte di Prodi. Infine Renata Polverini: “Siamo alla vigilia di un cambiamento profondo che potrebbe far decollare finalmente il progetto europeo nel quale abbiamo sempre creduto e una scelta di campo è necessaria e non più rinviabile”.

Quel che sembra, però, è che – esattamente come scriveva ieri il nostro giornale – sul tema Mes si sta delineando una profonda spaccatura all’interno della maggioranza. “E forse – sibila qualcuno all’interno dei Cinque stelle – non è un caso che i giornali di area dem abbiano trattato con punta di penna la questione dell’audio del giudice Esposito e della condanna di Berlusconi”. Il dubbio, in altri termini, è che dal fronte di centrosinistra ci sia la volontà di ridare al Cavaliere quantomeno una verginità politica, condicio sine qua non per trattare un’eventuale alleanza. Le questioni da dirimere, in effetti, non sono poche. A cominciare dal fatto che ovviamente un’intesa esplicita tra Forza Italia e Pd sarebbe difficilmente digeribile dagli elettori. Ecco perché potrebbe tornare utile nell’imprevedibilità della politica Italia Viva.

Il soggetto politico fondato da Matteo Renzi ad oggi conta poco o nulla, ma potrebbe essere il giusto e legittimo contenitore di una nuova forza politica moderata (con gli ex di Forza Italia) che, questo sì, potrebbe trattare col Pd, in una sorta di revival di accordo tra Democratici di Sinistra e Margherita. Non c’è alcun dubbio, d’altronde, che il senatore fiorentino abbia contatti ben avviati col mondo forzista. Potrebbe essere, dunque, il giusto trait-d’union per l’operazione lanciata di fatto ieri da Prodi. Un’operazione che mira a costituire quella che nei corridoi parlamentari è da mesi nota come “coalizione Ursula”. In pratica, una coalizione favorevole al Fondo Salva-Stati e a un’idea più conciliante di Europa.

La formazione dovrebbe prevedere il Pd (che avrebbe a questo punto potere centrale), Forza Italia e parte del Movimento disposto a trattare sul Mes. Ed è proprio questo l’unico obiettivo di chi sta pensando a questa manovra: spaccare i Cinque stelle. Che, tuttavia, per ora restano uniti. Non fosse altro perché mai si sognerebbero di scendere a patti con Forza Italia. “Sarebbe come unire diavolo e acqua santa”, mormora più di qualcuno. Resta un dubbio, però, che al momento nutre le fantasia non solo di qualche osservatore ma anche di qualche parlamentare sia del centrosinistra che del centrodestra: e cosa succedere se non ci fosse più Forza Italia ma un nuovo soggetto politico nato dall’union con Italia Viva?

PUNTO DI NON RITORNO. La domanda resta e ad oggi è difficile dare una risposta. Per ora, tuttavia, al di là delle parole c’è poco o nulla. Ed ecco perché la settimana prossima sul fronte delle alleanze future potrebbe essere determinante: arriverà infatti in Aula il momento di discutere e votare le mozioni presentate proprio sul Mes. Tra queste ci sarà anche quella di Emma Bonino favorevole all’attivazione da parte dell’Italia del Fondo Salva-Stati. “Noi siamo uniti – spiega un parlamentare del Movimento – voteremo no per le ragioni che abbiamo più e più volte spiegato in queste settimane.

La domanda è: cosa farà il Pd?”. Già, perché votare a favore di quella mozione non solo farebbe evidentemente esplodere un nuovo caso all’interno del governo Conte 2 (a cui, per dirla tutta, siamo ampiamente abituati), ma mostrerebbe sotto gli occhi di tutti l’esistenza di un nuovo accordo. E, soprattutto, di una nuova maggioranza che potrebbe far gola anche a qualche pentastellato in bilico. In questo caso si ritornerebbe a quella volontà di spaccare il Movimento, paventata da qualcuno e temuta da altri. Per capire cosa accadrà, bisogna solo aspettare. Ma ormai, dopo le parole di Prodi, l’unica cosa certa è che le trattative sono in corso.