Professori corruttori. Maxi operazione negli atenei d’Italia: 7 docenti arrestati e 59 indagati per corruzione. Ecco tutti i nomi delle persone coinvolte

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Concorsi truccati per l’abilitazione a professori di università. Il tutto ovviamente dietro il pagamento di mazzette. Una maxi operazione messa in piedi dalla Guardia di Finanza con un dispiegamento di circa 500 militari e che ha portato agli arresti domiciliari per sette docenti universitari, titolari di cattedre di diritto tributario in diversi atenei italiani, per reati di corruzione. Altri 22 docenti, invece, sono stati interdetti dallo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle “connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi”. Tra gli indagati c’è anche l’ex ministro Augusto Fantozzi.

A questo ha portato l’operazione denominata “Chiamata alle armi” eseguita su tutto il territorio nazionale, dopo che un primo caso di corruzione era stato accertato nel capoluogo fiorentino. Sono 59, dunque, in totale i docenti indagati per corruzione. Le misure coercitive sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica fiorentina diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Sempre stamani sono state eseguite più di 150 perquisizioni domiciliari presso uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali.

Secondo quanto si è appreso, i docenti universitari di diritto tributario finiti agli arresti domiciliari sono residenti: uno a Milano, uno a Livorno, tre a Roma, uno a Bologna e uno a Napoli. Sarebbero titolari di cattedre negli atenei di Siena, Napoli, Cassino, Bologna e Castellanza Varese.

Il contesto investigativo dell’operazione ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento nel settore del “diritto tributario”, a “ritirare” la propria domanda, allo scopo di favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario – alcuni dei quali pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse commissioni nazionali per le procedure di abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore scientifico diritto tributario – finalizzati a rilasciare le citate abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi.

ECCO TUTTI I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE

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