Se cโรจ una promessa delle destre, e soprattutto di Matteo Salvini, che piรน di ogni altra rappresenta il tradimento dellโelettorato, รจ di certo lโabolizione della legge Fornero. Perchรฉ non solo la riforma delle pensioni non รจ stata cancellata, ma addirittura la stretta sulle uscite anticipate รจ stata inasprita dal governo Meloni. E a dimostrarlo รจ anche lโultimo Rendiconto sociale dellโInps elaborato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ).
Partiamo dalle pensioni liquidate nel 2025, che sono state 834.658, 27mila in meno dellโanno precedente e oltre 43mila in meno rispetto al 2022, anno di insediamento dellโattuale esecutivo. Il motivo รจ da ritrovare proprio nelle strette impresse dallโesecutivo, che hanno portato anche a un calo del numero dei pensionati: nel 2025 sono stati 15,4 milioni contro i 16,4 del 2024. La spesa รจ invece salita a 325 miliardi (era a 320,5).
Altro che addio alla Fornero, crollano le pensioni anticipate
La stretta piรน evidente รจ quella riguardante le pensioni anticipate. Partiamo dal sistema delle Quote (Quota 100, 102 e 103): nel 2025 i beneficiari, dopo le restrizioni dei requisiti, sono scesi a 5.643. Nel 2021 la Quota 100 ne faceva quasi 113mila. Stesso discorso per Opzione donna: si passa dalle 26.427 beneficiarie del 2022 alle 12.763 del 2023, le 4.784 del 2024 e infine le sole 3.860 del 2025.
A scendere รจ anche il valore medio delle nuove pensioni liquidate nel 2025: un taglio da 148 euro mensili per le pensioni di anzianitร per gli uomini. Un nuovo pensionato lavoratore dipendente percepisce 248 euro in meno rispetto alla media di chi giร riceve lโassegno previdenziale. Per i dipendenti pubblici la differenza si riduce a 76,3 euro mentre รจ di poco piรน di 100 euro per gli autonomi.
Un altro allarme รจ quello del gap di genere: per le pensioni di vecchiaia gli uomini percepiscono il 45% in piรน delle donne. In generale, per tutte le pensioni, lโimporto medio per le donne รจ del 34% piรน basso. Intanto cresce lโetร media del pensionamento: per le donne si passa dai 64,4 anni del 2022 ai 65,4 del 2025. Per gli uomini dai 63,7 anni di allora agli attuali 64,1. Non stupisce, quindi, che i lavoratori guardino con sfiducia e rassegnazione alle loro pensioni, aspettandosi che siano piรน basse rispetto alla propria busta paga, fermandosi al 48,4% dello stipendio, come emerge dal rapporto Assogestioni-Censis.
Non va comunque meglio, tornando ai dati Inps, sul fronte dei sostegno al reddito: lโAssegno di inclusione nel 2025 รจ costato 5,6 miliardi (uno in piรน del 2024), restando lontano dagli 8,8 miliardi erogati con il Reddito di cittadinanza nel 2021. Inoltre le domande di AdI accolte lo scorso anno sono in calo del 10,7% rispetto allโanno precedente. Infine, un ultimo dato riguarda le persone emigrate dallโItalia: nel 2024 sono state 141mila, il valore piรน alto degli ultimi dieci anni.