Promesse dal regime. Il presidente egiziano Al Sisi assicura la verità sul caso Regeni. Ma a quasi due mesi dalla scomparsa di Giulio le parole non bastano

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Nuove promesse dall’Egitto.”Vi prometto che faremo luce e arriveremo alla verità, che lavoreremo con le autorità italiane per dare giustizia e punire i criminali che hanno ucciso vostro figlio”, ha assicurato il presidente egiziano Al Sisi rivolgendosi alla famiglia di Giulio Regeni dalle colonne di Repubblica. A poco meno di due mesi dalla scomparsa del ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso al Cairo,  Al Sisi definisce la morte del giovane uno “shock” anche per l’Egitto e sottolinea gli “interrogativi” del caso, in primis quello sulla “tempistica” della scoperta del corpo durante la visita di un ministro italiano. Se ne sarà accorto adesso? Voi ci credere alle ultime promesse?

BUIO DI STATO – Anche dall’autopsia svolta nelle scorse settimane in Egitto emerge la presenza sul cadavere di Giulio Regeni di “fratture, abrasioni, ustioni e lividi in piu’ parti del corpo”. Lo ha riferito ieri la procura generale della Repubblica d’Araba d’Egitto al procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone e al pm Sergio Colaiocco, nel corso dell’incontro durato circa due ore e mezza. Secondo l’esame autoptico svolto al Cairo le ferite sono state “provocate da corpi solidi e in alcuni casi strumenti ruvidi”. L’incontro tra polizia italiana ed egiziana dovrebbe svolgersi a Roma prima di Pasqua. L’Italia intera si augura possa servire a qualcosa.