Prostitute nell’inferno Italia. Così i rom le fanno schiave. Sgominata una delle bande più attive a Milano. Ragazze costrette a vivere in stalle come capre

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Minacciate, costrette a prostituirsi e e a vivere in catene in una stalla. È finito l’inferno per decine di donne romene, anche minorenni, ridotte in schiavitù da una banda di sfruttatori. Diciannove le persone arrestate, di fatto i “proprietari” del marciapiede di via Ripamonti e delle zone subito limitrofe, a Milano. Il gruppo, di etnia rom, è stato prelevato in uno dei campi nomadi di Muggiano. Le ragazze, a quanto si è appreso, venivano apostrofate dagli arrestati come “capre”. Alcune di loro erano state comprate da altri sfruttatori o dalle famiglie, ma molte venivano ingaggiate attraverso una tragica finzione: contattate nel loro Paese con la promessa di una relazione sentimentale, una volta arrivate in Italia il loro destino era segnato. Con violenze fisiche e psicologiche finivano infatti in strada. La banda cercava soprattutto le minorenni, anche si solo 13 anni.

SOLDI SICURI
Il reddito di ciascuna ragazza poteva arrivare a 500 euro a settimana e spesso venivano rivendute assieme al pezzo di marciapiede che occupavano per cifre che vanno dai 3 ai 7mila euro. Singolare l’avvio delle indagini, durate tre anni, partite con alcune lettere anonime indirizzate al commissariato di Porta Romana con tutti i nomi dell’organizzazione.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I 5S al bivio della loro storia

Come i capponi di Renzo, che se le davano di santa ragione mentre era già pronta la loro pentola, nei Cinque Stelle si menano come fabbri incuranti del barbecue che li attende, gentilmente offerto dalle élites finanziarie del Paese con i loro camerieri di destra

Continua »
TV E MEDIA