Ricapitolando: autistici.org il 28 agosto 2026 ha smesso di portare da qualche parte. I server erano accesi, e il collettivo ha ricondotto il blocco al sistema dei nomi a dominio e alla Public Interest Registry, il registro che governa i .org, mentre migliaia di caselle di posta sparivano. Due giorni prima il Tesoro degli Stati Uniti, tramite l’ufficio sanzioni OFAC, aveva designato Autistici/Inventati come Specially Designated Global Terrorist, e subito dopo sono arrivati il blocco di PayPal e l’annuncio di Banca Etica che chiudeva il rapporto. Nessun giudice italiano ha mai qualificato quell’associazione come organizzazione terroristica. Il 6 settembre, dopo venticinque anni, il collettivo ha chiuso.
A Londra la stessa grammatica ha un vestito giudiziario. Palestine Action è fuorilegge dal luglio 2025, proscritta in base al Terrorism Act 2000 dopo che due aerei militari erano stati verniciati di rosso a Brize Norton, e dichiarare sostegno costa fino a quattordici anni di carcere. Il 13 febbraio 2026 l’Alta Corte ha stabilito che il bando era sproporzionato, visto che solo tre delle centinaia di azioni del gruppo rientravano nella definizione di terrorismo, poi la Corte d’appello ha ribaltato tutto il 15 giugno. Il 30 luglio la polizia ne ha arrestate altre 77 davanti alla Westminster Magistrates’ Court. Lì dentro oltre 2.000 procedimenti aspettano che arrivi il 26 ottobre.
Il conto lo chiude la banca
Poi c’è chi un giudice non lo vede nemmeno. L’ex deputato George Galloway, leader del Workers Party of Britain, racconta che la Bank of Scotland gli ha chiuso senza preavviso, dopo trentanove anni, i conti dove incassa la pensione e paga il mutuo: come ha scritto lo Scotsman, il suo avvocato Kevin Winters ha mandato al gruppo Lloyds una lettera di diffida. Prima era toccato a The Canary, testata di sinistra che ha sospeso le pubblicazioni col conto congelato. Le banche ripetono che i conti non si chiudono per le idee politiche.
Tre casi, tre Paesi, una sola grammatica: fra l’etichetta e la punizione il giudice è saltato. La sanzione la esegue l’infrastruttura, il registro dei domini e la banca, in poche ore e senza un giudice che dica una parola. Chi la subisce scopre di essere colpevole quando il bancomat smette di funzionare.
La versione italiana
Qui da noi si chiama C. 2830. Palazzo Madama lo ha approvato il 4 marzo 2026 con 105 sì, 24 no e 21 astenuti, dopo che in commissione erano cadute le sanzioni penali e il divieto delle manifestazioni, e mercoledì 9 settembre si vota in commissione Affari costituzionali alla Camera. Un’ora prima, in piazza Montecitorio, oltre cento organizzazioni presidiano contro quella che chiamano norma bavaglio: l’articolo 1 adotta la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, l’IHRA, e per i promotori sette degli undici esempi allegati confondono la critica a Israele con l’odio antiebraico.
Il pericolo sta nel parametro. Come ha segnalato Amnesty International, quella definizione diventa il riferimento per il monitoraggio online, per la scuola e per la formazione di polizia e magistratura, e misura le condotte anche dove un reato non c’è. Funziona già così: la Fondazione CDEC ha contato 963 episodi di antisemitismo nel 2025 contro i 241 del 2022 applicando proprio l’IHRA, e in quell’elenco, come ha ricostruito L’Indipendente, è finito un murale con la scritta “Palestina libera”.
Il genocidio a Gaza lo ha accertato il 16 settembre 2025 la commissione d’inchiesta dell’ONU guidata da Navi Pillay, e Autistici/Inventati ha chiuso senza una condanna: una definizione serve a stabilire chi va guardato, poi a guardare ci pensano banche e uffici. In Italia il bavaglio arriverà per circolare di formazione, con la firma di un funzionario invece che di un giudice. E sarà pure legittimo.