Dopo l’assist di Donald Trump, secondo cui a ostacolare le trattative per la pace in Ucraina è Volodymyr Zelensky, Vladimir Putin prova subito ad approfittarne e tende la mano all’Europa. Lo fa sostenendo che Mosca “è pronta a ripristinare le relazioni con i Paesi europei ed è aperta alla cooperazione con tutti i Paesi senza eccezioni”.
Queste parole rappresentano, per il presidente russo, un’occasione per inserirsi proprio nel solco di quanto detto da Trump, che si è di nuovo schierato con Putin invece che con il leader ucraino. Putin, però, sottolinea anche come le relazioni attuali con molti Paesi europei, tra cui l’Italia, siano tutt’altro che buoni.
Putin tende la mano all’Europa, ma sferza l’Italia
Putin, quindi, punta a ripristinare relazioni migliori con i Paesi europei, ma sottolinea anche che “lo stato attuale delle relazioni tra Russia e Italia, Francia, Austria e numerosi altri Paesi europei lascia molto a desiderare”. Durante la cerimonia di presentazione delle credenziali di 34 nuovi ambasciatori, il presidente russo prosegue scaricando ogni colpa sui leader internazionali: “La diplomazia, la ricerca del consenso e di soluzioni di compromesso vengono sempre più sostituite da azioni unilaterali e molto pericolose”. In realtà, con questo messaggio, il presidente russo sembra anche riferirsi alle ultime iniziative di Trump, come nel caso dell’attacco in Venezuela con la cattura di Maduro.
Sul rapporto con l’Italia, al Cremlino risponde il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: le relazioni tra i due Paesi, afferma, “lasciano a desiderare perché noi abbiamo detto che la Russia ha invaso l’Ucraina e abbiamo difeso l’Ucraina, ma noi non siamo in guerra con la Russia, non lo siamo mai stati, non siamo guerra con il popolo russo”.