Al via il quinto anno di guerra con la pace che resta ancora un tabù. Putin e Zelensky continuano a litigare e prolungano il conflitto

Al via il quinto anno di guerra con la pace che resta ancora un tabù. Putin e Zelensky continuano a litigare e prolungano il conflitto

Al via il quinto anno di guerra con la pace che resta ancora un tabù. Putin e Zelensky continuano a litigare e prolungano il conflitto

Se nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina qualcuno sperava in parole concilianti da parte di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, è rimasto decisamente deluso. I due leader e i rispettivi entourage, con il conflitto che oggi entra nel quinto anno, si sono infatti scambiati le ormai consuete dichiarazioni al vetriolo che lasciano presagire come la guerra sia ancora lontana dalla conclusione.

L’appello di Zelensky a Trump: “Putin inaffidabile, gli Usa restino al nostro fianco”

Parlando da Kiev, il presidente ucraino ha detto che, a suo avviso, Russia e Ucraina si trovano “all’inizio della fine” del più grande conflitto europeo dalla Seconda guerra mondiale. Parole che lasciavano presagire una qualche apertura diplomatica, ma così non è stato. Subito dopo, infatti, Zelensky è tornato a parlare di guerra: “Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra”.

Poi, dimostrando per l’ennesima volta di non volersi arrendere, si è appellato a Donald Trump, chiedendo agli Stati Uniti, come riporta la CNN, di “schierarsi dalla parte di un Paese democratico, l’Ucraina, che combatte contro una sola persona: Vladimir Putin”. A suo dire, il presidente degli Stati Uniti “non sta esercitando sufficiente pressione” sul Cremlino e, nel tentativo di stuzzicare l’orgoglio del tycoon, ha aggiunto che la Russia “sta giocando con Trump e con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore e di lui non ci si può fidare”.

L’invito al tycoon: “Venga qui a vedere cosa sta facendo la Russia”

Una guerra barbara e insensata che, per Zelensky, può essere risolta soltanto da Trump, al punto da volerlo invitare a Kiev perché “solo visitando l’Ucraina e vedendo con i suoi occhi la nostra vita e la nostra lotta si può capire di cosa si tratta veramente questa guerra e per colpa di chi sta ancora continuando”.

Al suo fianco, nella delicata ricorrenza che si è tenuta ieri, c’erano la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che speravano di portare in dote il maxi prestito da 90miliardi a Kiev e anche nuove sanzioni a Mosca, ma che non ci sono riusciti per il perdurare del veto ungherese di Viktor Orban. Proprio la leader di Bruxelles ha tenuto a far notare di essere lì “per la decima volta dall’inizio della guerra” e “per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, assicurando che “non cederemo finché la pace non sarà ristabilita”. Supporto senza esitazioni confermato anche da Costa e dagli altri leader UE, a partire da Emmanuel Macron e Friedrich Merz.

Le stoccate del Cremlino che allontanano la pace

Se a Kiev è andata in scena la consueta retorica bellica, da Mosca sono arrivate parole ancora più dure. Come spiegato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, di fatto gelando ogni speranza di pace, “l’operazione speciale” di Mosca “è iniziata al momento opportuno, giustificata dalla crescente retorica nazista di Kiev”. Un intervento militare che la diplomatica imputa “all’espansione incontrollata dello spazio geopolitico dell’Alleanza fino ai nostri confini, inclusa l’Ucraina, che è diventata una delle cause profonde del conflitto” e che, allo stato attuale, impedirebbe la fine delle ostilità.

Ancora più duro il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, che ha dichiarato che gli obiettivi dell’intervento russo in Ucraina “non sono stati pienamente raggiunti” e che quindi “l’operazione militare speciale deve continuare”. Parole che dimostrano ancora una volta come, per Mosca, non sia ancora giunto il momento di chiudere il conflitto attraverso la diplomazia.

Da Mosca insinuazioni pericolose

Non è tutto. Da Mosca sono arrivate anche nuove accuse che appaiono poco credibili e sembrano volte a prolungare il conflitto. Secondo quanto riferito dal Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (SVR) in una nota, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliono fornire armi nucleari all’Ucraina”.

Per rendere più credibile questa affermazione, l’ente avrebbe inoltre sostenuto che i due Paesi starebbero valutando di fornire “la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.

Dichiarazioni che Londra e Parigi hanno bollato come fake news. Il portavoce di Downing Street ha dichiarato: “Questo è un chiaro tentativo da parte di Vladimir Putin di distogliere l’attenzione dalle sue azioni atroci in Ucraina. Non c’è nulla di vero in tutto ciò”, assicurando che il Regno Unito e gli alleati continueranno a fornire armi convenzionali, con tutti “i nostri sforzi rivolti a garantire una pace giusta e duratura”.