Quando lo spot porta sfiga agli sportivi

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di Marco Castoro

Ma dov’è finito Montolivo? È rimasto negli spogliatoi. Ma non per mangiarsi la scatoletta di carne in gelatina ma perché purtroppo è stato sfigato al punto di rompersi la tibia nell’ultima amichevole prima del Mondiale. Addirittura riascoltando lo spot il claim finale recitato dal calciatore del Milan a chiusura dello spot suona come un anatema: “mangia la Simmenthal e vinci un viaggio in Brasile con noi Azzurri”. Le ultime parole famose. Lui il Brasile lo vedrà in televisione. Certo, ringraziare la mamma per avergli preparato la carne in scatola con l’insalata l’ha pagata cara. Chissà come ci sarà rimasta male la signora. Speriamo non sia stata lei a mandargli un accidente.
Agli sportivi chiamati a fare i testimonial di brand forse converrebbe portare in tasca qualche amuleto scaramantico. Sono frequenti i casi di protagonisti che abbiano avuto un calo di rendimento o qualche spiacevole inconveniente. Qualche esempio? Torniamo indietro negli anni. Dopo i primi spot su Vodafone, Gattuso e Totti hanno cominciato un calvario ortopedico. Valentino Rossi ora si è ripreso, ma per molto tempo si vedeva più negli spot che sul podio del Motomondiale, senza contare che proprio quando divenne un testimonial doc gli arrivò sul groppone anche la grana del fisco. I nazionali del rugby da quando si sono scoperti dei divi non imbroccano più una partita, tanto che la collezione di cucchiai di legno aumenta di anno in anno. Martin Castrogiovanni e i fratelli Mirco e Mauro Bergamasco hanno fatto il pieno di mete pubblicitarie. Per non parlare di Federer che ora le rasoiate le prende sui campi da Nadal. Un altro caso è rappresentato da Andrew Howe che a forza di cercare merendine nel distributore ha perso di vista la pedana del salto e le gare di velocità. Ovviamente sono solo coincidenze… Gli sportivi sono più forti della superstizione. Inoltre ci sono gli introiti degli spot che spezzano ogni sortilegio. Un esempio positivo? Non è facile trovarne uno. Forse Federica Pellegrini che vinse a Pechino nonostante fosse una testimonial di Carpisa. L’azienda la ringraziò con paginoni speciali sui media. Comunque per un caso a buon fine ce ne vengono in mente altri finiti in catastrofi. Gigi Buffon e Alena Seredova hanno dato vita a dei divertenti spot per pubblicizzare la Ferrarelle. Con il sottofondo della sigla di Novantesimo minuto il portiere parava in campo perfino le bottigliette. Con la moglie che diceva la mitica frase: “Quando rivoglio il mio Gigi so io cosa fare”. E gli tirava una bottiglietta d’acqua. A ripensare oggi a quel claim viene la pelle d’oca, visto che Alena non è riuscita a riprendersi il suo Gigi.
Anche Zeman non è sfuggito alla malasorte. Il suo esonero da allenatore della Roma è coinciso con uno spot Volkswagen, caratterizzato da una trovata sembrava ben riuscita: il daje che il boemo recitò. Daje e ridaje Zeman ha perso la panchina. Sarà per questo che Garcia nei nuovi spot della Cross recita “Fuori!”, almeno mette già le mani avanti.
La maledizione colpisce anche fuori dai confini. Rafa Nadal ha cominciato la sua discesa dal tetto del mondo Atp, dopo aver pubblicizzato una poker room internazionale. Il capitano del Barcellona, Carles Puyol, è stato l’uomo immagine d’eccezione per una linea di orologi sportivi prima del suo grave infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi di calcio per molto tempo.