Quella lettera ad Alfano senza risposta. L’Anticorruzione aveva segnalato le anomalie del bando per la gestione del Cara di Mineo

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Non solo un parere negativo sul maxiappalto da 100 milioni per la gestione del Centro di accoglienza dei migranti di Mineo. Raffaele Cantone, il magistrato chiamato da Matteo Renzi a guidare l’Autorità Anticorruzione, aveva anche preso carta e penna e scritto ad Angelino Alfano, il ministro dell’interno. La missiva, risalente al 27 maggio scorso, è stata rivelata dal Fatto Quotidiano. In essa, in pratica, a pochi mesi dal parere negativo, faceva presente al titolare del Viminale l’illegittimità della procedura di gara. Alfano, a quanto pare, non avrebbe ancora risposto. E’ appena il caso di far notare che vicino al  ministro degli interni è Giuseppe Castiglione, il sottosegretario all’Agricoltura che ieri è finito tra gli indagati per turbativa d’asta proprio in relazione alla commessa per la gestione del Centro d’accoglienza. Cantone terminava le sue sette pagine segnalando la delibera del Consorzio di Comuni “Calatino Terra di Accoglienza” che confermava alle imprese vincitrici, La Cascina in testa, l’appalto per la gestione del Cara nonostante il parere contrario dell’Anticorruzione. Cantone scriveva ad Alfano anche che “tale problematica sarà sottoposta da Anac al giudice contabile per eventuali profili di danno erariale”.