Per sbloccare l’impasse sul Quirinale Letta propone di chiudere tutti dentro una stanza e buttare la chiave. “A pane ed acqua finché finché non arriviamo alla soluzione finale. Domani è il giorno chiave”

ENRICO LETTA
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“La proposta è di chiudersi dentro una stanza e buttare la chiave, con pane ed acqua finché non arriviamo alla soluzione finale. Domani è il giorno chiave, giovedì si arriva alla votazione con il quorum al 51%. La nostra proposta è di terminare i tatticismi, di chiudersi in una stanza e trovare una soluzione: nome condiviso, super partes e senza forzature che dobbiamo tutti evitare”. È quanto ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, al termine dell’incontro con i vertici di M5s e Leu per fare il punto in vista dell’elezione del presidente della Repubblica.

“Non abbiamo voluto fare la guerra delle due rose”, ha aggiunto Letta, riferendosi ai tre nodi proposti dal Centrodestra (leggi l’articolo). “Noi abbiamo la buona volontà di andare a trovare una soluzione condivisa dato che noi non abbiamo la maggioranza e loro non hanno la maggioranza, quindi serve una soluzione condivisa” ha concluso il leader del Partito democratico.

“Riconfermiamo la nostra volontà di giungere a una soluzione condivisa su un nome super partes e per questo non contrapponiamo una nostra rosa di nomi” avevano scritto, poco prima, in una nota congiunta, Giuseppe Conte, Letta e Speranza, al termine del vertice di centrosinistra in programma oggi. “Nella giornata di domani – hanno aggiunto i leader di M5S, Pd e Leu – proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte”. “Abbiamo intenzione di muoverci di comune accordo con gli alleati. Mi fido di Conte, senza nessun dubbio” ha detto ancora Letta.

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