Ora la zattera Rai è al completo. Dall’Orto dritto a viale Mazzini. Premiato un assiduo frequentatore della Leopolda. Dai fasti di Mtv ai buchi di bilancio dell’era La7

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Dopo tre giorni di polemiche infuocate, e di una compagine che è riuscita ad attirarsi le critiche di tutti i giornali italiani, la nuova squadra di governo della Rai si è completata. L’ultimo tassello mancante è stato fissato ieri, quando il consiglio di amministrazione di viale Mazzini, nella sua nuova e contestatissima versione, ha dato il via libera alla nomina di Antonio Campo Dall’Orto come nuovo direttore generale. Si perfeziona così l’ascesa al vertice di un manager da sempre molto stimato dal premier Matteo Renzi, tra l’altro tra i maggiori frequentatori della Leopolda. Dall’Orto sentiva la nomina in tasca da mesi, e magari da un tempo ancora maggiore, al di là di tutti i nomi che come al solito sono stati messi sul piatto.

IL PERSONAGGIO
Cinquantunenne di Conegliano, il manager arriva al vertice operativo della Rai dopo essere esploso a cavallo tra gli anni ‘90 e i 2000 come amministratore delegato di Mtv, all’epoca canale “rivoluzionario” soprattutto tra i giovani. Quel successo lo ha portato successivamente a ricoprire cariche importanti a La7, dove prima è diventato direttore (2004), poi ha scalato la società editrice, ricoprendo tra il 2007 e il 2008 l’incarico di amministratore delegato di Telecom Italia Media. Proprio la conduzione di quest’ultima avventura gli ha procurato di recente un bel po’ di critiche. Massimo Mucchetti, senatore della minoranza Pd, sul suo blog ha utilizzato parole acuminate: “A Renzi sarebbe bastato chiedere al suo amico Bernabè per sapere che il suo pupillo (Dall’Orto, ndr) lasciò La7 che perdeva oltre 120 milioni di euro e un audience del 2- 3%”. Ci ha pensato qualche giorno fa il Fatto Quotidiano a fare un po’ di pulci ai bilanci di Telecom Italia Media nei due anni di Dall’Orto: perdite per 103 milioni nel 2007 e per 104 milioni nel 2008. Insomma, non proprio un biglietto da visita sfavillante.

BORDATE A 5 STELLE
Nella giornata di ieri, inoltre, si sono registrate le vibranti critiche del Movimento 5 Stelle nei confronti nella nuova presidente della Rai, Monica Maggioni. Del resto i pentastellati l’avevano già attaccata l’anno scorso quando la giornalista partecipò al vertice del gruppo Bilderberg a Copenaghen. “Ci sarebbe da domandarsi quali poteri occulti abbiano spinto Monica Maggioni fino alla presidenza della Rai”, ha scritto Massimo Lafranconi sul blog di Beppe Grillo. “Quello che è certo”, ha aggiunto, “è che non è stato il merito visto che la sua direzione di Rainews24 è stata, in più di 2 anni e mezzo, letteralmente disastrosa nonostante siano aumentati budget, mezzi e personale (ben 120 dipendenti) della rete all news da quando lei la dirige”. Il riferimento, evidentemente, è a quella percentuale di ascolti da zero virgola che hanno sempre sospinto il canale della Maggioni in una specie di pantano.