Rai, la striscia di Cerno costerà 848mila euro (11mila euro a puntata) dal 2 marzo al 12 giugno

Cerno dal 2 marzo al 12 giugno: costo totale 840mila euro. In arrivo anche Brumotti: affiancherà Balivo. Rischio slittamento per Iannaccone

Rai, la striscia di Cerno costerà 848mila euro (11mila euro a puntata) dal 2 marzo al 12 giugno

Non ci sono telecronache imbarazzanti, crolli verticali di share (-3% negli ultimi tre anni) o scioperi generali delle firme che tengano. Quando i vertici di TeleMeloni decidono che un programma deve partire, deve partire.

A maggior ragione se il compito del nuovo format condotto dal melonianissimo direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno – come annunciato da La Notizia –, sarà di puntellare quotidianamente il governo della premier Giorgia Meloni, proprio in concomitanza con la volata finale del referendum sulla Giustizia. Non a caso Cerno sarà in video ogni giorno, su Rai2.

Per Cerno un budget da 840mila euro per tre mesi

Il via libera al programma, in onda dal 2 marzo al 12 giugno (tre mesi e mezzo scarsi) al costo complessivo di 848mila euro (circa 11mila euro a puntata) dovrebbe arrivare dal Cda Rai di oggi.

Una cifra necessaria per coprire, oltre al compenso di Cerno, anche i costi di produzione, compreso il doppio studio – uno a Milano e uno a Roma – per venire incontro alle esigenze del giornalista, con relativi tecnici, nonché dell’autore di Cerno, Alessandro Usai, cognato del ministro meloniano Alessandro Giuli, in quanto sposato con la sorella di Giuli, che di lavoro fa la portavoce di FdI alla Camera. Con buona pace per l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, che lunedì scorso aveva fatto fuoco e fiamme contro “l’ennesimo esterno cooptato in Rai”…

La new entry Brumotti affiancherà Balivo

Ma l’inner circle dell’Amministratore delegato Rai, Giammarco Rossi (meloniano, of course) ha progetti molto più ampi per questo 2026: a partire da un’altra new entry, l’ex inviato di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti, altro esterno, che dovrebbe andare ad affiancare Caterina Balivo nel programma pomeridiano “La volta buona” su Rai 1.

Costi che si vanno a sommare, come rivelato da La Notizia, ai 640mila euro in più che, nei primi 9 mesi al comando della testata sportiva, il direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, ha speso per collaborazioni ed altro.

Una prima serata per Inciocchi

Novità in arrivo anche il giornalista Roberto Inciocchi, attuale autore e conduttore di Agorà, il programma di approfondimento politico mattutino di Rai3. Per l’ex volto di SkyTg24 i vertici di viale Mazzini starebbero apparecchiando una prima serata sempre su Rai3 (di mercoledì).

Al suo posto, al programma della mattina, potrebbe andare Annalisa Bruchi, attuale conduttrice e autrice di ReStart, contenitore di economia e attualità che va in onda, subito dopo Agorà.

E i soldi? Pagano gli altri, a partire da Iannacone…

Grandi ingressi, spostamenti e aggiustamenti, quindi ma anche costi, in una Rai costretta a vendere le sedi (Milano, Venezia, Firenze) per provare a far quadrare i conti e che ha già investito fior di milioni per reclutare una schiera di talent voluti dai vertici meloniani, alcuni dei quali rivelatisi ben al di sotto delle aspettative (per usare un eufemismo).

Per coprire i costi delle prossime operazioni si valutano diverse ipotesi. Compresa quella di far slittare al 2027, la partenza del format di Domenico Iannacone, “Che ci faccio io qui”, prevista al momento per l’ultima parte 2026.

Insomma, grandi manovre che potrebbero essere ufficializzate tra la fine delle Olimpiadi e l’inizio del Festival di Sanremo, quando cioè tutta l’attenzione sarà rivolta alla manifestazione canora. Che da sempre rappresenta un narcotico nazionale.