Ranucci porta la Rai in Tribunale dopo essere stato rimosso dalla conduzione di Report. Secondo i legali del conduttore la “decisione è illegittima”

Ranucci porta la Rai in Tribunale dopo essere stato rimosso dalla conduzione di Report. Secondo i legali del conduttore la "decisione è illegittima"

Ranucci porta la Rai in Tribunale dopo essere stato rimosso dalla conduzione di Report. Secondo i legali del conduttore la “decisione è illegittima”

L’allontanamento dalla conduzione di Report deciso dalla Rai a fine agosto diventa un caso giudiziario. Come preannunciato nei giorni scorsi, i legali di Sigfrido Ranucci hanno depositato questa mattina il ricorso urgente al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione del loro assistito dalla conduzione della trasmissione.

“Con il ricorso viene chiesto al Tribunale di accertare, in sede cautelare, l’illegittimità del provvedimento e di ordinarne la revoca, con l’immediata reintegrazione di Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report”, spiega l’avvocato Roberto De Vita in una nota.

Nella comunicazione si legge anche che la tutela “è stata richiesta in via d’urgenza anche in considerazione di due scadenze ormai imminenti: il 27 settembre, termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle tre diverse posizioni professionali proposte dalla Rai, e l’8 novembre, data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report“.

Nell’atto, la difesa di Ranucci contesta con forza le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione con cui è stato deciso l’allontanamento del giornalista dalla conduzione di Report.

Espressioni quali “obiettiva situazione di incompatibilità”, “continue pressioni” e “percezioni di opacità, commistione e interferenze”, prosegue la nota, “non sono state accompagnate dall’indicazione di alcun fatto concreto (tantomeno già accertato) e riferibile a Ranucci, né dall’indicazione del nesso che renderebbe necessaria proprio la sua rimozione. A fronte della formale richiesta di conoscere fatti, circostanze e documenti posti alla base di valutazioni tanto gravi sulla credibilità, sull’autorevolezza e sull’indipendenza professionale del giornalista, la Rai ha ritenuto di non fornire ulteriori chiarimenti né alcun supporto documentale”.

Ranucci porta la Rai in Tribunale dopo essere stato rimosso dalla conduzione di Report. Secondo i legali del conduttore la “decisione è illegittima”

Sempre nella nota si legge che il ricorso presentato al Tribunale del Lavoro “ricostruisce, inoltre, il contesto nel quale è maturata la decisione aziendale, richiamando le numerose e pubbliche prese di posizione di esponenti politici e istituzionali che, nelle settimane immediatamente precedenti, avevano chiesto la rimozione di Ranucci dalla conduzione di Report”.

Secondo la difesa, “la successione temporale e la convergenza di tali circostanze, unitamente alla genericità delle motivazioni fornite dall’Azienda, delineano un quadro indiziario grave, preciso e convergente, idoneo a configurare il carattere discriminatorio della decisione per ragioni politiche e per convinzioni personali, nonché la sussistenza di un motivo illecito determinante”.

Non è tutto. Nell’atto vengono richiamati, sotto questo profilo, i principi costituzionali ed europei posti a tutela della libertà di informazione, gli obblighi derivanti dal contratto di servizio Rai e dal Codice Etico aziendale, nonché le garanzie introdotte dall’European Media Freedom Act.

“Non si chiede al Giudice di entrare nelle scelte editoriali della Rai. Si chiede di verificare se sia legittimo rimuovere l’autore e conduttore del principale programma d’inchiesta del servizio pubblico sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a suo carico, dopo settimane di pubbliche pressioni politiche dirette esattamente a ottenere quella rimozione. È una questione che riguarda Sigfrido Ranucci, ma riguarda anche il confine che deve esistere, in una democrazia, tra il potere politico e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo d’inchiesta”, conclude la nota del legale.

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