Rapida impennata del numero dei nuovi casi. La fascia più colpita è quella tra 20 e 29 anni. Brusaferro: “C’è una fortissima circolazione del virus in tutte le Regioni”

SILVIO BRUSAFERRO
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“In molti Paesi le curve epidemiche si stanno impennando e anche in Italia c’è una rapida impennata nel numero dei nuovi casi di Covid nelle ultime settimane. C’è una fortissima circolazione del virus in tutte le Regioni in termini di casi tranne che nella PA di Bolzano dove ci sono segnali di una decrescita”. È quanto ha detto il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, commentando i dati del monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss (leggi l’articoloqui il video).

“C’è una crescita dei casi Covid soprattutto nella fascia d’età 20-29 anni – ha detto ancora Brusaferro -, seguita da quella 10-19 e 30-39, ma cominciano ad essere coinvolte anche le fasce d’età più avanzate e questo è un elemento su cui occorre particolare precauzione. C’è stato invece un rallentamento della crescita della curva tra i 5 e 11 anni ma c’è comunque la necessità di ricoveri ospedalieri anche per la fascia sotto i 19 anni”.

“La probabilità superiore al 50% che in 4 settimane si raggiunga una saturazione pari al 30-40% delle aree mediche – avverte Brusaferro -, se il trend si mantiene come quello attuale, è presenta in molte regioni. I nuovi casi sono superiori rispetto alla stessa stagione dell’anno scorso, mentre i ricoveri pur crescendo sono inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

“Il trend delle reinfezioni – ha spiegato ancor il numero uno dell’Iss – è in aumento e ciò conferma il dato che c’è un rischio di infezione elevato nelle persone che non effettuano il booster aggiornando la propria situazione immunitaria. Dieci regioni sono classificate a rischio alto di un’epidemia non controllata e non gestibile e 6 regioni e PA sono a richio moderato con alta probabilità di progressione a rischio alto”.

I dati dell’ultimo monitoraggio, sempre secondo Brusaferro, parlano di un “drastico peggioramento dell’epidemia con un’incidenza settimanale che a livello nazionale raggiunge i 1.700 casi per 100mila abitanti” e di “molteplici segnali di allerta da parte delle regioni nella capacità di far fronte” all’emergenza.

“E’ assolutamente necessario – avverte ancora Brusaferro – invertire questa tendenza attraverso misure di mitigazione significative che passano anche attraverso misure comportamentali individuali e collettive e in particolare è importante garantire il distanziamento personale e collettivo, l’uso di mascherine FFp2, l’igiene delle mani, ma soprattutto ridurre le occasioni di assembramento e essere consapevoli che le nostre azioni possono influenzare la salute delle persone”.