Rateizzare i debiti Equitalia. Tempi stretti per la domanda. Nuova finestra per i contribuenti. Dilazione automatica fino a 50mila euro

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Equitalia ci riprova. E con la società di riscossione ci riprovano pure migliaiai di contribuenti che alle buone intenzioni non sono riusciti a far seguire i fatti. Basti pensare che nel 2014 è arrivato a un ammontare di 9 miliardi la somma rateizzata e però non corrisposta. La crisi preme, è chiaro, perché chi dichiara le tasse e arriva pure a rateizzarle è evidente che non vuole evadere. Semplicemente non ce la fa a pagare, perché magari consente ai propri dipendenti di non restare senza lavoro o alla propria famiglia di sopravvivere. Di qui il tentativo per rateizzare di nuovo le somme dovute, anche se si è decaduti dal piano negli ultimi due anni. L’appuntamento è a partire dal 22 ottobre prossimo, quando scatteranno i 30 giorni entro i quali sarà possibile presentare la domanda per una nuova rateizzazione fino a un massimo di 72 rate e una durata di sei anni. Chi è interessato troverà la modulistica e le spiegazioni necessarie sul sito di Equitalia.

PICCOLI ERRORI PERDONATI
La sanatoria introduce un approccio più soft con i contribuenti in difficoltà. Per le rateizzazioni concesse da Equitalia a partire dal 22 ottobre 2015 sarà infatti sempre possibile avere una nuova possibilità, a patto di regolarizzare le eventuali rate scadute. Entra in vigore inoltre il principio del “lieve inadempimento” e non succede niente se per un mese salta il pagamento di una delle rate. Il piano infatti non decade automaticamente, ma sarà possibile mettersi in regola e riprenderlo. Flessibilità anche se si tarda fino a 5 giorni il versamento o se si paga fino al 3% in meno (con un tetto di 10mila euro). Errori comuni, che in passato hanno fatto decadere il beneficio della rateizzazione e che invece adesso vedranno una maggiore disponibilità verso il contribuente. Cambia anche il rapporto tra Equitalia e cittadini. La rateizzazione infatti diventa più facile e automatica nel caso di cartelle fino a 50mila euro. Il piano di rateazione scatta a fronte della semplice richiesta, senza allegare alcuna documentazione per dimostrare che non si riesce a versare in un’unica soluzione. La società di riscossione non ha più nessuna discrezionalità nel concedere o meno la dilazione e anzi deve concederla senza chiedere giustificativi. Cosa diversa se l’importo superi i cinquantamila euro. Qui servirà documentare le motivazioni economiche che non consentono di far fronte al versamento in un’unica soluzione.

FORTE DOMANDA
Solo nell’ultima sanatoria prevista dal decreto Milleproroghe (chiuso il 31 luglio scorso) sono state concesse circa 120 mila riammissioni al beneficio, per un importo di circa 2,8 miliardi. Dal 2008, anno nel quale la formula ha fatto il suo esordio, sono stati concessi ben tre milioni di piani frazionati, e a regime si considera che circa la metà del riscosso viene ormai dai pagamenti rateali. Nonostante questo però molti non riescono a far fronte lo stesso. E una grossa fetta del gettito prevista finirà irrimediabilmente perduta.