Rc auto: e ora chi risarcisce i danneggiati di Milano? Le polizze standard non coprono i danni per atti vandalici, il rimborso non compete allo Stato

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Le compagnie Rc auto possono dormire sogni relativamente tranquilli, almeno loro. La rabbia è tutta per i normali cittadini danneggiati da qualche testa calda che con lo spirito di protesta sano e socialmente doveroso non c’entrava davvero nulla. Calmate le acque, è l’ora di fare i conti con i cocci del day after e, soprattutto, chiedersi: ora chi paga tutto questo? Nel caso dei veicoli, le compagnie assicurative, certo, ma solo in pochissimi casi. Chi ha stipulato la polizza adatta, magari aiutandosi con portali come SuperMoney per il confronto fra assicurazioni auto, ha ottime possibilità di recuperare il danno (e non è scontato che ci sia il lieto fine), gli altri dovranno vedersela da sé.

Quali polizze Rc auto occorrono?

Chi ha stipulato una polizza Rc auto base, quella in cui non è stata prevista alcuna garanzia accessoria particolare, dovrà rassegnarsi all’idea di pagare l’intera riparazione del veicolo. Le polizze standard, infatti, entrano in gioco nel caso di un sinistro, che implica che il veicolo sia in movimento e che finisca in collisione con un altro, questo è evidente. Come è altro e tanto evidente, ciò che si è verificato a Milano nel corso della manifestazione No Expo non è classificabile come incidente. Anche perché i mezzi danneggiati erano fermi, posteggiati.

Ma nessun rimborso giungerà neppure per chi nella propria Rc auto ha previsto, lungimirante ma non abbastanza, l’inserimento della polizza incendio. Tale protezione, infatti, non è valida nel caso in cui a danneggiare la macchina sia stato un rogo di natura dolosa, quali sono stati quelli verificatisi lo scorso primo maggio a Milano.

Rimborsi per pochi. E neanche totali

Solo un tipo di garanzia accessoria tutela i cittadini nel caso dei tafferugli di Milano, ovvero la polizza atti vandalici e/o sociopolitici. In tal caso, risultano interessati di rimborsi tutti gli episodi ascrivibili a situazioni di vandalismo, sommosse popolari, manifestazioni violente, sabotaggi. Categorie nelle quali, senza dubbio, i disordini provocati dai No Expo più facinorosi (e solo di questi, non certo di tutti i presenti) sono inclusi.

Salvi almeno loro, dunque. Ma neanche troppo. Tali polizze, infatti, solitamente prevedono una franchigia oltre la quale le compagnie Rc auto sono esonerate dal coprire economicamente i danni riscontrati. A fronte di una franchigia di 400 euro e un danno di 1000, la vittima dell’atto vandalico si vedrà corrispondere soltanto 600 euro. Oltre il danno – mai letterale come in questo caso – anche la beffa.

E lo Stato?

Circa 50 vetture messe a fuoco, una ventina in meno i negozi devastati. Lo Stato, a norma di legge, non è tenuto a risarcire nulla. Ciononostante, le parole del Governatore della Lombardia Roberto Maroni vanno in un’altra direzione. L’ex Ministro degli Interni, infatti, si è dichiarato pronto a stanziare 1,5 milioni di euro per coprire i danni. Dichiarazioni giuste, sacrosante, ma che restano tali e sospirate nel momento di massima tensione. Non si critica senza la riprova dei fatti, anche se la storia darebbe ragione ai detrattori. Aspettiamo e vediamo.

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di Gaetano Pedullà

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