Rc Auto: quando le lobby decidono per conto dello Stato. Duro attacco di Aneis che attacca il Governo di tutelare gli interessi delle compagnie a scapito di quelli dei consumatori

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Rc auto e scontri, leggi e dissenso, provvedimenti e reazioni. Il settore assicurativo non sta attraversando una fase particolarmente serena, traviato da un riformismo confusionario e poco lungimirante che, ad oggi, ha prodotto solo dispute tra operatori e associazioni di consumatori, coi cittadini sullo sfondo ad attendere una risoluzione che non c’è. L’ultima scintilla è stata accesa dal controverso Ddl Concorrenza, un provvedimento miope che penalizza i carrozzieri e i consumatori ma che apporta significativi benefici agli operatori del settore Rc auto. Le polizze italiane hanno raggiunto cifre da capogiro, i cittadini subiscono le vessazioni di un mercato sempre più salato, il libero mercato non ha prodotto gli effetti sperati. Ai guidatori non resta che consultare siti per la comparazione delle tariffe Rc auto come supermoney.eu e tentare di arginare un problema che ha assunto le sembianze spettrali di una vera e propria piaga sociale, con uno strascico di aspri contenziosi e reazioni violente.

Il settore Rc auto è comandato dalle lobby

E sull’onta del Ddl  Concorrenza si sono attivati i confronti al vetriolo che hanno visto schierati e contrapposti, da una parte, il Governo italiano e le compagnie assicurative e, dall’altra, associazioni di categoria e a tutela dei consumatori. La soluzione selezionata da Roma, più che un intervento risolutivo, è nuova benzina su un fuoco che già divampa e che accende la rabbia di chi si sente danneggiato da uno Stato assente.

Alla reazione di Confartigianato, motivata dall’indignazione derivante dalle minacce alla libera concorrenza nel comparto dei carrozzieri, segue ora anche quella di Aneis – Associazione nazionale esperti infortunistica stradale – veemente sia nei contenuti che nella forma adottata. Bersaglio principale dell’invettiva è lo Stato, accusato di genuflessione nei confronti delle lobby del settore assicurativo a discapito, ovviamente, della popolazione.

Le accuse di Aneis

L’attenzione dell’associazione, chiaramente, si focalizza sulle nuove tabelle per il calcolo dei risarcimenti, i cui nuovi parametri, è stato stimato, garantirebbero un risparmio alle compagnie assicurative fino al 40% sui danni biologici di lieve entità, con tagli alle spese fino a 500 mila euro nelle circostanze più gravi.

Il numero di incidenti, fa sapere Aneis, è diminuito del 60% tra il 2002 e il 2014. Nonostante ciò, il settore Rc auto registra un aumento delle tariffe pari al 220%. Luigi Cipriano, Presidente dell’associazione, attacca, chiedendosi come si possa spiegare il fatto che “le assicurazioni dichiarino il settore in perdita”.

Non solo, Cipriano non risparmia offensive neppure allo Stato, e si chiede “come mai il governo, pur avendo a disposizione precisi dati dell’Istat continua a credere alle bugie delle compagnie”. Cipriano ha definito il governo italiano “il più strenuo difensore degli interessi delle lobby assicurative piuttosto che il garante dei diritti degli italiani”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Lega & soci altamente inquinanti

Mentre in Germania per la prima volta i Verdi superano nei sondaggi i conservatori della Merkel, in Italia una destra rimasta all’uomo di Neanderthal fa disperatamente opposizione per non inserire la difesa dell’ambiente nella Costituzione. La proposta sostenuta fortemente dai 5 Stelle è stata sotterrata

Continua »
TV E MEDIA