Rca, riparte lo scontro tra compagnie e carrozzieri. L’articolo fantasma del Destinazione Italia potrebbe rispuntare sul decreto Concorrenza. Si riaccende la querelle

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’Rca in Italia non cessa di creare polemiche, stimolare dibattiti e, come normale prassi del nostro Paese, dare avvio a  giochi di forza che sono molto più politici che orientati al bene dei cittadini. D’altronde, se il bene dei cittadini fosse stato una priorità, oggi non saremmo la nazione che paga le polizze più care d’Europa. Invece, l’Rca è molto più di uno spauracchio, sebbene smorzato dalla possibilità di porre le assicurazioni auto del settore a confronto e individuare soluzioni in grado di abbattere le spese.

Rca terreno di scontro fra carrozzieri e assicurazioni

Quello sull’Rca è divenuto un confronto interminabile, dalle tempistiche bibliche e caratterizzato da un tempismo che spinge a pensar male, che si fa peccato ma, sempre più spesso, ci si azzecca. Dapprima il Decreto Destinazione Italia aveva inserito, all’interno dell’articolo 8, un provvedimento per imporre ai guidatori di servirsi solo di carrozzerie convenzionate. E i carrozzieri videro che non era cosa buona. Proteste, denunce da parte dell’Ania, sdegno della Confartigianato, rischio paralisi del decreto, articolo che scompare dal disegno. Correva il mese di novembre 2014.

Quasi una presa in giro

Una consuetudine tutta Made in Italy, quella di agire sottotraccia attendendo che la controparte ci abbia voltato le spalle e mostrato le terga. Neanche il tempo di rilassarsi per lo scampato pericolo ed ecco che il provvedimento riappare, o per lo meno così si vocifera. Perché chiedere univocità qui da noi è chiedere la luna o qualcosa di simile. Il decreto Concorrenza adesso rilancia la proposta, che ricomincia a serpeggiare fra i banchi semivuoti di Palazzo Chigi.

La bozza sospetta

Stando a quanto fatto circolare, la bozza del decreto in corso di studio avrebbe reinserito la proposta sull’Rca che mira a favorire le carrozzerie convenzionate. Come se i dibattiti sul libero mercato e sulla concorrenza perfetta fra esercizi si fossero dissipate fra le nebbie dei giochi lobbistici. E non solo. Tornano in auge anche i ragionamenti sulla scatola nera, la cui installazione porterebbe benefici economici allo stipulante, alla stregua dei controlli preventivi sulle vetture assicurate, in un clima da Big Brother dell’Rca.

Non è questione di aiutare i cittadini

La cosa peggiore è che il tutto venga camuffato dal nobile proposito di tutelare i guidatori solo per fare il gioco delle compagnie. L’obbligatorietà a rivolgersi alle carrozzerie convenzionate, ribadiscono con veemenza i fautori, si abbatterebbe sui furbetti, che in Italia sono così definiti, ma altrove verrebbero chiamati col loro vero nome, ladri, furfanti, lestofanti. Ma in tal modo verrebbero penalizzati anche i carrozzieri onesti, impossibilitati a prendere parte a quello che è un indotto fondamentale per la propria attività, quello derivante dai sinistri. Non resta che attendere aggiornamenti ufficiali. Le chiacchiere dal Parlamento si colorano sempre più di toni da bar e lasciano il tempo che trovano.