Reddito di cittadinanza blindato. Di Maio in trincea avvisa Salvini & C. Dai Cinque Stelle un messaggio pure al premier Draghi. “L’obiettivo è rafforzare la misura, non eliminarla”

Reddito di cittadinanza Di Maio
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Non esiste margine di trattativa: il Reddito di cittadinanza non va abolito. Su questo tema il M5S non transige, è disposto a modificarlo, a migliorarlo, a renderlo più efficiente e performante ma di abolizione tout court non se ne parla. A ribadire ancora una volta il concetto è stato ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “C’è ancora chi continua a ripetere che bisogna eliminare il Reddito di cittadinanza. Il MoVimento 5 Stelle questo non lo permetterà”.

Grazie a questa misura, spiega in un lungo post sui suoi social il big pentastellato, “abbiamo dato a milioni di persone uno strumento di vitale importanza, fondamentale ancor di più durante la crisi provocata dalla pandemia. Adesso il passo è rafforzarlo, non abolirlo”. E ancora: “Chi oggi punta il dito contro il Reddito solo per fare propaganda sotto elezioni, pensi piuttosto a portare avanti nuove idee, invece di gettare fango su strumenti che migliorano le condizioni di vita delle persone. Noi ci continueremo a battere per queste misure di dignità e saremo sempre dalla parte dei cittadini”.

M5S CONTRO TUTTI. E poi l’affondo: “La sua abolizione è un’idea surreale, considerando oltretutto che arriva da alcuni esponenti politici che percepiscono stipendi d’oro”. Il riferimento è a chi ogni giorno martella sulla necessità di togliere di mezzo una misura che, soprattutto in tempo di pandemia, ha permesso ai più fragili di condurre un’esistenza quantomeno dignitosa. Concetto che proprio non entra in testa a Matteo Salvini che anche ieri tornando sull’argomento, non è riuscito ad elaborare un pensiero che non fosse uno slogan (e per giunta del tutto privo di fondamento): “Il Reddito di cittadinanza lo prende gente che potrebbe andare a lavorare ma non ne ha voglia”.

E, non contento, aggiunge: “L’Italia è il Paese che premia chi sta a casa e non chi si alza alle 6 di mattina”. Insomma, il nostro sarebbe una specie di Paese dei Balocchi dove fannulloni e profittatori di ogni tipo la farebbero da padroni, tanto “Pantalone paga”. Un’immagine decisamente irrealistica e ingenerosa. Abbassa un po’ i toni invece la leader di FdI Giorgia Meloni che, dopo aver definito nei giorni scorsi il reddito “metadone di Stato”, ieri ha parlato di “paghetta di stato”: “Noi non vogliamo la paghetta di Stato, noi vogliamo lavoro, dignità e libertà: questa è la proposta di FdI, utilizzare le risorse con le quali si paga il Reddito di cittadinanza per far sì che quelle persone possano avere un posto di lavoro e partecipare alla crescita della loro comunità”.

IL SOLITO RENZI. Immancabile la preziosa opinione in merito di Matteo Renzi, anch’egli da sempre contrario al provvedimento, come ha ribadito anche ieri: “La lotta alla povertà non si fa col sussidio da 400 euro, la cosa che fa la differenza è il lavoro”, il solito leit motiv insomma. Ma ieri si deve essere alzato con la luna più storta del solito, visto che non ha risparmiato stoccate a nessuno: “Salvini deve avere un gemello perché ha votato il Rdc, il Pd è stato eletto su una piattaforma che non prevedeva il Rdc. Fico ha detto che si può migliorare: certo peggiorare non si può. Penso che Draghi prenderà il Rdc cambiando tutte le cose che non funzionano, torneremo al Rei ma continueranno a chiamarlo Rdc per far contenti i grillini”. E poi, Mister 2%, aggiunge: “Da qui ai prossimi dodici mesi sarà cambiato, se così non fosse andremo avanti col referendum. Io sono per l’abolizione, la mia impressione è che elimineranno tutte le storture che sono il 70% della misura”.

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