Reddito di cittadinanza, il 23% del lavoratori ha una busta paga più bassa: “Un lavoratore su 4 guadagna meno di 780 euro al mese”

Reddito di cittadinanza torna a far discutere dopo i dati emersi dal Rapporto annuale dell'Inps sul confronto con i lavoratori precari.

Reddito di cittadinanza torna al centro delle polemiche dopo i dati emersi dal Rapporto Annuale dell’Inps che evidenzia una disparità economica tra chi percepisce il reddito e non lavora e chi invece lavora ma è sottopagato.

Reddito di cittadinanza, il 23% del lavoratori ha una busta paga più bassa: “Un lavoratore su 4 guadagna meno di 780 euro al mese”

Reddito di cittadinanza, il 23% del lavoratori ha una busta paga più bassa

Dal Rapporto annuale dell’Inps emerge che il 23% dei lavoratori italiani guadagnano meno di quanto sarebbe loro assicurato dal Reddito di cittadinanza (780 euro al mese). La quota include lavoratori assunti con contratti part time.

Così il Reddito di cittadinanza ritorna al centro delle polemiche perché su 2.048.394 persone beneficiarie per almeno 11 mensilità, oltre l’80% è risultato non avere avuto alcuna posizione lavorativa nello stesso anno. Nei primi 36 mesi di applicazione del Reddito di cittadinanza (aprile 2019-aprile 2022) la misura ha raggiunto 2,2 milioni di nuclei familiari per 4,8 milioni di persone, per un’erogazione totale di quasi 23 miliardi di euro

Il Presidente dell’Inps dichiara: “Un lavoratore su 4 guadagna meno di 780 euro al mese”

“Se il quadro occupazionale appare promettente, scrive l’Istituto, segnali più preoccupanti vengono dalla dinamica retributiva”, si legge nel rapporto dell’Inps. Mentre il presidente Pasquale Tridico nella sua relazione. “La crisi – dice – ha lasciato strappi vistosi nella distribuzione dei redditi lavorativi. Se si considerano i valori soglia del primo e dell’ultimo decile nella distribuzione delle retribuzioni dei dipendenti a tempo pieno e pienamente occupati, per operai e impiegati (escludendo dirigenti, quadri e apprendisti), emerge che il 10% dei dipendenti a tempo pieno di tale insieme guadagna meno di 1.495 euro, il 50% meno di 2.058 euro e solo il 10% ha livelli retributivi superiori a 3.399 euro lordi. La retribuzione media delle donne nel 2021 risulta pari a 20.415 euro, sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti e inferiore del 25% rispetto alla corrispondente media maschile”.

Ma i dati più significativi sono quelli più preoccupanti:Quasi un lavoratore dipendente su tre guadagna meno di mille euro al mese e il 23% meno di 780 euro, cioè del massimo previsto per il Reddito di cittadinanza a un single — sottolinea Tridico —. Il 28% dei dipendenti sta sotto i 9 euro lordi l’ora. Donne e giovani sono i più penalizzati. Le donne per il 46% lavorano part time. Il 38% dei giovani prende meno di 9 euro per ogni ora di lavoro”.

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