Il Reddito di cittadinanza va migliorato e non abolito. Conte: “Vanno coinvolti tutti i livelli istituzionali. Ma la misura resta fondamentale”. Salvini all’attacco: “Stiamo regalando miliardi a chi si rifiuta di lavorare”

Reddito di cittadinanza Conte
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Alcune criticità sul Reddito di cittadinanza esistono, in particolare non c’è ancora un chiaro coordinamento dei vari livelli istituzionali con Comuni e Province”. È quanto ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a Gallipoli, a chi gli domandava se fosse d’accordo con Luigi Di Maio sul fatto che alcuni sindaci non chiedono di usufruire dei percettori del Reddito di cittadinanza per motivi di antagonismo politico.

“Dobbiamo creare un sistema per cui tutti i livelli istituzionali debbano essere coinvolti – ha spiegato Conte – nella realizzazione di questa riforma. In Germania per riformare i centri per l’impiego ci hanno messo dieci anni. Noi dobbiamo fare presto, ma è chiaro che occorre ancora un po’ di tempo per far dialogare l’agenzia Anpal nazionale, i centri per l’impiego regionali o privati e anche i Comuni per quanto riguarda i progetti utili per la comunità che richiedono gli stessi percettori di Reddito, i quali vorrebbero lavorare e rivendicano dignità sociale”.

“Ci lavoreremo, – ha proseguito ancora Conte riferendosi al Reddito di cittadinanza – perché la solidità di questa misura, la sua importanza dal punto di vista sociale, la sua funzionalità per la crescita complessiva dell’intero Paese nel segno della coesione sociale e dei legami di integrazione è fondamentale”.

La Lega, intanto, ha ribadito il suo leader Matteo Salvini, vuole “confermare Quota 100 e togliere il reddito di cittadinanza a chi non ha voglia di lavorare”. “Il reddito a chi non può lavorare è un conto – ha detto il Capitano -, lì lo Stato ha il dovere di intervenire, ma noi stiamo regalando miliardi di euro non a chi non può lavorare ma a chi rifiuta di lavorare”.

Leggi anche: Reddito di cittadinanza. Adesso ci serve più che mai. I dati Inps di agosto: aiutate 1,36 milioni di famiglie. Senza il sussidio l’Italia sarebbe ancora a terra.