Referendum 12 giugno 2022: affluenza bassa e quorum non raggiunto. Quanto è costato e cosa succede ora?

Referendum 12 giugno 2022: affluenza molto bassa e di conseguenza il quorum non raggiunto. Inoltre, le spese non sono mancate.

Referendum 12 giugno 2022: come era da aspettarsi, c’è stata un’affluenza bassa e dunque il quorum necessario non è stato raggiunto. Inoltre, da non tralasciare i costi che ci sono stati per organizzare e mettere in moto tutta la macchina.

Referendum 12 giugno 2022: affluenza bassa e quorum non raggiunto. Quanto è costato e cosa succede ora?

Referendum 12 giugno 2022: affluenza bassa e quorum non raggiunto

I cinque Referendum sulla giustizia non hanno raggiunto il 50% del quorum dei partecipanti e quindi la consultazione è nulla, secondo l’exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai. L’affluenza al voto definitiva per i Referendum è stata del 20,8%. Il “Sì” avanti in tutti i 5 quesiti.

Secondo i dati del Viminale l’affluenza definitiva (7.903 Comuni su 7.903) per il voto di ieri sui 5 referendum sulla giustizia è stata poco superiore al 20,9%. Al primo quesito (“Incandidabilità dopo condanna”) l’affluenza è stata del 20,95%; al secondo quesito (“Limitazione misure cautelari”) l’affluenza è stata del 20,93%; al terzo quesito (“Separazione funzioni dei magistrati”) l’affluenza è stata del 20,93%; al quarto quesito (“Membri laici consigli giudiziari”) l’affluenza è stata del 20,92%; al quinto quesito (“Elezioni componenti togati CSM”) l’affluenza è stata del 20,92%.

Quanto è costato e cosa succede ora?

Un referendum viene considerato valido solo se raggiunge il quorum della maggioranza assoluta, che corrisponde al 50% + 1 dei votanti. I referendum abrogativi sono disciplinati dall’articolo 75 della Costituzione: “La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

Se tali numeri non vengono raggiunti, la votazione non può avere effetto sulla legislazione. Dunque, il mancato raggiungimento del quorum non permette anche ad un referendum che vede i sì prevalere sui no di entrare in vigore. In pratica, non essendo stato raggiunto i numeri necessari domenica 12 giugno 2022, non è cambiato nulla rispetto a prima del referendum.

Un referendum fallito ma che è costato lo stesso. In generale una unica giornata di votazioni in tutto il territorio nazionale dovrebbe costare circa 400 milioni, di cui oltre 300 milioni a carico del solo del ministero dell’Interno e il resto diviso tra il dicastero della Giustizia e quello dell’Economia. Le spese coprono dall’allestimento dei seggi elettorali al pagamento degli scrutatori e degli straordinari per le forze dell’ordine e il personale amministrativo, fino a tutti i vari costi per i materiali e per l’apparato informatico.

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