Referendum, Meloni cambia registro: retromarcia sugli attacchi alla magistratura e gelo su Bartolozzi

Meloni abbassa i toni sul referendum e smentisce Bartolozzi: "Nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura".

Referendum, Meloni cambia registro: retromarcia sugli attacchi alla magistratura e gelo su Bartolozzi

Un cambio di tono evidente. Un atteggiamento che sembra, finalmente, accogliere l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aveva chiesto di abbassare i toni dello scontro in vista del referendum sulla giustizia. Stavolta Giorgia Meloni, in occasione della kermesse di Fratelli d’Italia in favore del Sì a Milano, sceglie un approccio meno conflittuale.

Non a caso il primo messaggio che manda è rivolto ai magistrati, finora più volti attaccati per le loro decisioni, soprattutto con l’avvicinarsi del referendum. “Non facciamo questa riforma perché ce l’abbiamo con qualcuno, qui nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura”, assicura Meloni. Per la presidente del Consiglio, invece, l’obiettivo della riforma è “sistemare quello che non funziona anche per i magistrati e soprattutto per i cittadini”.

Meloni smentisce Bartolozzi e cambia tono sullo scontro con la magistratura

Insomma, Meloni smentisce di fatto Giusi Bartolozzi, la capa di gabinetto del ministero della Giustizia che aveva invitato a votare sì per togliere “di mezzo la magistratura”. La presidente del Consiglio invia il messaggio opposto, sostenendo che invece il governo non vuole liberarsi della magistratura.

Meloni si concentra su alcuni punti della riforma e ribadisce che anche in caso di vittoria del No non ci sarebbero conseguenze per il governo e che lei punta ad “arrivare alla fine della legislatura”. Certo, qualche frecciatina alla magistratura non può mancare, ricordando che in passato le riforme della giustizia sono naufragate anche a causa “dell’interdizione esercitata dall’Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica”.

La presidente del Consiglio sottolinea poi che i magistrati hanno un “potere enorme” e che è “l’unico a cui non corrisponde una adeguata responsabilità, perché se un magistrato sbaglia non subisce alcuna conseguenza, anzi spesso avanza di carriera”. Nonostante qualche attacco, però, Meloni stavolta ribadisce che la riforma “non è contro i magistrati, ma per tutti i magistrati”.