Referendum, netto endorsement del premier. Conte voterà Sì al taglio dei parlamentari. “Valorizzerà in termini anche di autorevolezza i lavori parlamentari”

di Raffaella Malito
Politica

Alla vigilia del referendum sul taglio dei parlamentari il premier Giuseppe Conte ribadisce il suo sì. “Io voterò a Roma e, come già ho preannunciato, al referendum voterò sì. Non vedo nel taglio dei parlamentari una riduzione della rappresentatività. Se corredato con un percorso riformatore, può essere il primo passaggio per valorizzare in termini anche di autorevolezza i lavori parlamentari”, ha dichiarato il presidente del Consiglio nel corso di una visita a una scuola romana di periferia.

“La scuola può ripartire solo con un grande sforzo collettivo di tutti, noi ci siamo”, ha aggiunto Conte invitando gli studenti a rispettare le regole. Il premier invita a mettere da parte le polemiche. “Se è andata bene la riapertura? Io mi sento di dire che è inconcepibile che la scuola diventi luogo di sterili polemiche politiche”. Buona parte delle risorse del Recovery fund saranno destinate all’istruzione, a migliorare i percorsi formativi: “Abbiamo già dei progetti allo stato embrionale per migliaia di infrastrutture edilizie e digitali”. Ritorna a parlare di migranti benedicendo il superamento di Dublino auspicato dalla presidente della Commissione Ue: “L’Italia ha lavorato molto in questa direzione. L’attuale disciplina svantaggia i paesi di primo approdo.

Mercoledì attendiamo la proposta della commissione Ue, e da parte nostra, siamo già predisposti a lavorare alla modifica dei decreti sicurezza”. Manifesta apprezzamento per le aperture arrivate da Bruxelles: “Ci sono delle attenzioni particolari che sono state riservate dalla presidente von der Leyen all’Italia. Noi ospiteremo il più importante vertice sulla sanità al mondo e siamo i massimi beneficiari delle risorse europee. C’è un grande investimento di fiducia da parte dell’Ue sull’Italia, ci stiamo comportando in modo serio e responsabile”. Ribadisce la volontà di coinvolgere le opposizioni nel dibattito (alle Camere) sul Recovery fund. E sul Mes conferma quanto già detto: “Ora siamo concentrati sul Recovery fund. Se il quadro di finanza pubblica rendesse necessario un supplemento di risorse, lo valuteremo insieme al Parlamento”.