Referendum per fare la storia. Una battaglia per tutti gli italiani. Il senatore M5S Ferrara: “C’è chi pensa solo alla poltrona. I partiti che si oppongono faranno i conti con i cittadini”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“Questa non è solo una battaglia storica del Movimento cinque stelle, è un traguardo importante per tutti gli italiani. Il referendum di domenica e lunedì è un appuntamento irripetibile”. Il senatore Gianluca Ferrara è uno di quelli che va dritti al punto: da uomo storico del Movimento cinque stelle conosce bene quali sono i principi fondanti dei pentastellati, “e il taglio dei parlamentari è uno di questi”, spiega a La Notizia. Ma c’è una ragione in più per cui crede, al di là del suo credo politico, sull’esigenza di votare Sì al taglio dei parlamentari: “Sono circa 40 anni che si parla di questa riforma. Abbiamo assistito a tanti propositi e pochi fatti. Questa è un’occasione che non possiamo non cogliere”.

Eppure tanti continuano a dire che è necessario votare No per salvare la nostra democrazia. Come se lo spiega?
È una delle tante assurdità circolate in questi giorni. Ho letto interviste di presunti intellettuali con la spocchia spiegare in pompa pagna che la rappresentanza democratica è a rischio. Questa, invece, è una riforma chiara e chirurgica: si tagliano 230 deputati e 115 senatori. La rappresentanza non c’entra nulla: verrà garantita dai correttivi alla legge elettorale. Anzi, le dirò di più.

Prego.
Stiamo già lavorando affinché torni la preferenza di modo che a maggior ragione la vera rappresentanza venga garantita.

Perché crede che questa sia una riforma essenziale?
I motivi sono tanti. Innanzitutto, come rivelano i dati, con questo taglio ci mettiamo in media con gli altri Paesi europei e con gli Usa.

Alcuni dicono che si sta oltraggiando il lavoro dei nostri Padri costituenti…
Altra sciocchezza. Voglio ricordare che il numero di 945 parlamentari è stato stabilito solo nel 1963, non dai nostri Padri costituenti. In più, nel 1963 non esistevano le Regioni né il Parlamento europeo: oggi la rete democratica esistente a più livelli garantisce una rappresentanza diffusa e certa.

Voi parlate anche del risparmio economico. Per alcuni è solo specchietto per le allodole…
Non è vero che si taglia l’equivalente di un caffè a persona. E in ogni caso, visto il periodo che stiamo vivendo, è un esempio etico importante da parte della politica quello di risparmiare. E questo sarà solo il primo passo in questo senso.

Nuove battaglie all’orizzonte?
Ci impegneremo affinché anche gli stipendi dei parlamentari vengano tagliati. Noi già lo facciamo sin dal 2013. Mi chiedo perché anche gli altri deputati e senatori non debbano farlo.

Crede che all’interno della maggioranza ci sia qualche leader o qualche esponente che, pur dicendo che voterà Sì al taglio, farà in modo che avvenga il contrario?
È uno scenario verosimile. Però chi fa e pensa questo non fa un danno al Movimento cinque stelle. O, meglio, non solo: fa un danno ai cittadini italiani. Senza dimenticare un altro aspetto: nei passaggi parlamentari della riforma voglio ricordare che tutti i partiti hanno votato a favore. Chi ora dice che bisogna votare No al referendum dovrà fare i conti anche con un problema di coerenza.

Sembra quasi che chi fa campagna elettorale per il No la stia facendo in realtà contro il Movimento cinque stelle?
Questo è il sentore e credo sia abbastanza evidente. Ed è, mi consenta, molto triste. Siamo in presenza di una sorta di schizofrenia politica: i partiti prima in Parlamento hanno votato a favore di questa riforma e ora nelle piazze dicono che è a rischio la vita democratica del nostro Paese. Questa, torno a ripetere, non è una battaglia contro quacuno come alcuni politici stanno facendo, ma è una battaglia per qualcuno. E questi “qualcuno” sono i cittadini italiani.

Tra coloro che sono per il No ci sono anche le Sardine che non hanno interessi di palazzo, però.
Stanno boccheggiando, questa è la verità. Dopo la foto con i Benetton, un’altra bella figura.

Crede che alla fine i cittadini saranno dalla vostra parte?
Non è un problema se saranno dalla nostra parte o no. Gli italiani saranno dalla parte del buon senso. Questa, lo voglio ripetere, è una battaglia di civiltà in difesa dei cittadini italiani. È un’occasione storica che, sono certo, non ci faremo scappare. Sono convinto che il popolo darà una lezione ai cortigiani che si sono schierati in difesa del palazzo.