Referendum sulla giustizia, cosa dicono davvero i sondaggi: il sì resta in netto vantaggio

Gli ultimi sondaggi sul referendum sulla giustizia confermano il vantaggio del sì, nonostante qualche rilevazione veda il no più vicino.

Referendum sulla giustizia, cosa dicono davvero i sondaggi: il sì resta in netto vantaggio

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere si avvicina. Manca poco più di un mese e mezzo al voto del 22 e 23 marzo e i sondaggi sembrano segnare un trend abbastanza chiaro, ma la partita non è chiusa.

È il Sole 24 Ore a raccogliere le diverse rilevazioni delle ultime settimane per provare a costruire lo scenario più probabile, allo stato attuale, in vista del voto referendario. Attualmente il trend è chiaro e il sì è in netto vantaggio. Solo per un sondaggio, infatti, la partita è in equilibrio e l’ipotesi di una vittoria del no non deve essere scartata.

Per tutti gli altri il vantaggio di chi è a favore della riforma voluta dal governo e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è netto. Il distacco arriva anche vicino ai 20 punti percentuali. Bassa, invece, è l’affluenza, stimata da tutti al di sotto del 50%. In ogni caso, non essendo previsto il quorum, il dato sull’affluenza non inciderà sull’esito del referendum. 

Referendum sulla giustizia, cosa dicono davvero i sondaggi

L’ultimo sondaggio, in ordine di tempo, è quello dell’istituto Noto per Porta a Porta. Il primo dato è a che votare andrà, secondo quanto detto dagli intervistati, il 45% del campione. Il 59% si esprimerà a favore della riforma, il 41% contro. Il vantaggio del sì è quindi netto ed è anche in crescita rispetto al 57% stimato a dicembre dalla stessa rilevazione. 

Controcorrente è invece il sondaggio dell’istituto Ixè: in questo caso il vantaggio del sì è praticamente inesistente, con un 50,1% a favore e un 49,9% contrario alla riforma e pronto a votare no. Ci sono poi altri sondaggi, risalenti a qualche giorno prima (intorno a metà gennaio), come quello di Piepoli: il sì è stimato al 59%, il no al 41%. 

Minore il vantaggio secondo una rilevazione di Eumetra per Piazza Pulita, con il 52,7% di favorevoli alla riforma e il 47,3% di contrari. Un altro sondaggio è quello di Only Numbers per Porta a Porta: qui la novità è che si valuta anche l’impatto degli indecisi (stimati al 14%). Il sì è comunque nettamente in vantaggio al 50,3%, mentre il no si ferma al 35,4%.