Regalo ai colossi del tabacco. Blitz notturno per favorire Bat. Spunta la nicotina da mettere in bocca. Il via libera passa nascosto nel Milleproroghe

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Le cronache parlamentari “raccontano del renziano Ettore Rosato uscito sfinito all’alba da Montecitorio, dove ha presidiato per tutta la notte la Commissione Bilancio per assicurarsi che l’emendamento fosse davvero inserito nella bozza del decreto”. Così, pari pari, scrive nell’edizione di ieri Il Piccolo di Trieste, quotidiano ben informato sulle faccende della British Amarican Tobacco (Bat), la multinazionale del fumo che sta impiantando un suo presidio industriale a Bagnoli della Rosandra, in provincia di Trieste.

L’emendamento è quello che autorizza la vendita di un nuovo prodotto a base di nicotina, venduta in sacchetti da mettere direttamente sotto le labbra, e quale tassa applicare. Una novità sulla quale il Parlamento dovrebbe quanto meno saperne di più, se non altro per gli aspetti sanitari, ma qualche manina ha dribblato qualunque ostacolo includendo la pratica nel decreto Milleproroghe, confuso tra le norme sulla tassazione delle sigarette elettroniche.

Un giochetto bipartisan ma non troppo, perché sempre Il Piccolo rende merito al governatore Massimiliano Fedriga (Lega) per aver sensibilizzato il suo partito e il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, a blindare la proposta. Cosa c’entri un nuovo prodotto in un decreto che deve prorogare norme già esistenti è però un mistero che ha incuriosito diversi deputati, anche perché l’emendamento caro alla Bat, destinato tra quelli inammissibili, è invece passato.

Così venerdì il parlamentare Raffaele Trano, di Alternativa, ha denunciato tutto in Aula, svelando che il decreto è tutt’altro rispetto a ciò che sembra, ma una vera e propria riforma, con ben 16 commi, dell’intero settore dei tabacchi lavorati e dei prodotti succedanei da fumo. Al punto da mettere agli atti parlamentari che si tratta di “un’altra marchetta a British American Tobacco”.

Un’accusa che ha suscitato la reazione di Andrea Colletti, anche questi di Alternativa, che ha chiesto di rispedire i testo approvato nelle Commissioni I e V, ricordando che Bat “è conosciuta anche per un’inchiesta della Procura di Firenze per i finanziamenti alla Fondazione Open di Matteo Renzi”.

Un dettaglio che non vuol dire nulla, ma potrebbe spiegare l’affanno del renziano Rosato nel presidiare la Commissione fino alle 4 del mattino. Una prassi curiosa anche per Forza Italia, che con il vicepresidente dei suoi deputati, Raffaele Nevi, ha diffuso una nota in cui si definisce “impensabile regolamentare la filiera del tabacco con un emendamento all’ultimo minuto”, e pertanto i suoi parlamentari hanno votato contro. Ma intanto la trasparenza della nostra politica ancora una volta è andata in fumo.