Regeni è stato consegnato al Governo egiziano, l’ammissione del capo di un sindacato egiziano. Ma Palazzo Chigi fa finta di niente

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Giulio Regeni è stato consegnato nella mani delle forze di sicurezza egiziane. L’ammissione è del capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah. L’uomo, all’edizione araba dall’Huffington Post, ha rivendicato quanto fatto per garantire la stabilità del suo Paese. E, nonostante la rivelazione avvenuta già da qualche ora, Palazzo Chigi non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Solo nel corso della conferenza stampa di fine anno, il premier Paolo Gentiloni ha elogiato la collaborazione tra la Procura del Cairo e quella di Roma.

“Sì, l’ho denunciato e l’ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso”, ha detto il sindacalista. E ancora: “Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni. Solo loro si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona”. Il motivo della denuncia sarebbe l’eccessiva curiosità di Regeni sulle libertà in Egitto. “Io e Giulio ci siamo incontrati in tutto sei volte. Era un ragazzo straniero che faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale”, ha raccontato Abdallah. “L’ultima volta che l’ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l’ho spedita agli Interni”, ha aggiunto l’uomo.

“Finalmente grazie all’azione intelligente del ministero degli Esteri e della Procura di Roma qualche brandello di verità comincia ad emergere sul caso Regeni con le dichiarazioni di quell’ambiguo personaggio che è Mohamed Abdallah capo del sindacato degli ambulanti che ha ammesso di averlo segnalato al ministero degli interni egiziano”, ha commentato Fabrizio Cicchitto, deputato di Ncd e presidente della commissione Esteri della Camera.

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di Gaetano Pedullà

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