Regeni ucciso da professionisti della tortura. Delitto legato alle attività di ricerca. Indagini avanti in Italia, al rallenty in Egitto

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Giulio Regeni è stato ucciso “da professionisti della tortura e delle sevizie”. Il delitto è avvenuto “nell’ambito delle attività di ricerca”. E’ questo il quadro che emerge dalle indagini della procura di Roma. E sono due delle poche certezze intorno a una vicenda ancora troppo poco chiara. Particolari che emergono dal pc di Giulio. Altre certezze riguardano l’inesistenza di rapporti con i servizi segreti italiani e quelli di altri Paesi. Smentita così ricostruzioni prive di qualsiasi fondamento che si sono susseguite nei giorni dopo il delitto del 25 gennaio. Dall’analisi dei file, emerge inoltre che   Regeni non aveva avuto contatti con persone equivoche e tantomeno che i dati raccolti nell’ambito delle sue ricerche siano uscite fuori dall’ambito universitario.

Ora le indagini proseguono per ricostruire gli ultimi istanti prima della scomparsa di Regeni alle 19:40 del 25 gennaio . Il pm Sergio Colaiocco ha avanzato una richiesta alle società che gestiscono i maggiori social network per ottenere le password utilizzate da Giulio in modo da poter ricostruire gli spostamenti effettuati dal ricercatore con la geolocalizzazione.Ulteriori elementi arriveranno la prossima settimana dai risultati definitivi dell’autopsia e, si spera, dai verbali provenienti dall’Egitto dove finora le indagini sono proseguite a rilento. Non senza tentativi di depistaggio.