Regno Unito, Boris Johnson rinuncia alla corsa per guidare i Tory. La sfida nei conservatori è tra Theresa May e Michael Gove

dalla Redazione
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L’ex sindaco di Londra, Boris Johnson, si ritira dalla corsa per la guida del partito conservatore britannico. La rinuncia di quello che è stato il leader della campagna referendaria per la Brexit è arrivata a sorpresa dopo la candidatura del segretario alla Giustizia, Michael Gove. Anche questa è stata una candidatura a sorpresa. Johnson e Gove hanno portato avanti la comune battaglia per il “Leave”.

Johnson ha così giustificato la sua rinuncia alla corsa: “Avendo consultato colleghi e considerato la situazione in parlamento, ho concluso che quella persona non posso essere io. Il mio ruolo sarà quello di dare ogni possibile sostegno al prossimo governo conservatore per assicurare l’adempimento del mandato che il popolo ci ha assegnato col referendum e promuovere il programma in cui credo, a difesa della gente dimenticata di questo paese. Se investiamo nei nostri figli per migliorare le loro opportunità”, ha continuato Johnson. “se continuiamo ad alimentare il motore della mobilità sociale, se costruiamo sulla grande eredità riformista di David Cameron, se investiamo nelle nostre infrastrutture e seguiamo un ragionevole e inclusivo approccio conservatore, al tempo stesso a favore della riduzione delle tasse e delle imprese, allora credo che questo paese vincerà e sarà migliore, più bello e più grande che mai”.

Ma la corsa di Gove per diventare primo ministro ha già una sfidante. Proprio stamattinaTheresa May, ministro degli Interni, ha presentato la propria candidatura. La May nel referendum sulla Brexit si era schierata con Cameron a favore del Remain. In ogni caso la matassa dovrebbe essere sbrigliata soltanto dopo l’estate. Il 9 settembre si concluderanno le primarie dei Tories. E solo allora sapremo il nome del nuovo primo ministro inglese. Un sondaggio del Times, pubblicato oggi, per il momento da in vantaggio Theresa May. Che, se dovesse essere la prescelta, si troverebbe a traghettare il Paese all’uscita dall’Europa. Sul fronte opposto, la guida del partito laburista, dovrebbe essere una partita tra Jeremy Corbyn e Angela Eagle.