Scialuppa fiscale. Renzi alza il tiro per resistere. L’ultimo annuncio prima delle vacanze: “A settembre taglio le tasse”

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E’ in chiusura della lettera spedita da Matteo Renzi ai parlamentari, ma la parte più interessante è tutta lì: “Ci rivedremo al rientro a Roma, pronti da subito per una legge di stabilità che proseguirà nel taglio delle tasse”. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo anche l’Europa con tutte le sue condizioni e i suoi vincoli. Il premier è però convinto che tagliare le tasse sarà possibile. “L’Italia non è più il problema dell’Europa ma contribuisce a risolvere i problemi dell’Europa”, scrive Renzi, “la comunicazione sulla flessibilità permette margini di manovra fino a un punto di Pil e la recente vicenda greca ci ha visto come protagonisti di una mediazione cruciale per la Grecia ma forse anche per l’intera area Euro”. L’ultimo annuncio arriva all’indomani delle discutibili nomine per il Cda Rai dove tutto si è visto fuorché un rinnovamento. Renzi però vede la svolta. Se davvero riuscisse nel taglio delle tasse porterebbe a casa una vera impresa.

LA LUNGA LETTERA
“Dopo che la legislatura si era aperta nel segno dell’immobilismo, perché si è cambiato Governo perché la palude aveva bloccato l’azione dell’esecutivo, quest’anno – grazie a ciascuno di voi – ha visto una svolta impressionante”, scrive Renzi, “Siete voi il cambiamento che l’Italia stava aspettando. Tutti ci dicevano che sarebbe stato impossibile rimettere in piedi questo Paese. Noi stiamo dimostrando che non lo era. Abbiamo molto da fare, ma l’auto si è rimessa in moto e adesso tocca a noi guidarla: con prudenza ma anche con determinazione verso il futuro che la sta già aspettando. I futuro dei nostri figli è nelle nostre mani, care parlamentari, cari parlamentari”. Poi l’attacco del premier all’opposizione: “Per un decennio ci hanno raccontato che l’Italia era finita, spacciata, esaurita. E ancora oggi nel racconto comune a tutte le opposizioni va tutto male, c’è solo crisi, il Paese è a rotoli. Non è così, naturalmente. Possiamo fare come fanno i nostri oppositori: urlare soltanto, abbaiare alla luna, gridare nei talk show. Oppure – afferma – rimboccarci le maniche, non cedere al piagnisteo e cambiare ciò che va cambiato, restituendo fiducia, trasmettendo speranza. Alla ripresa ci sarà da correre ancora più forte” per “completare le riforme” sottolinea il premier nella lettera. A settembre si riprenderà da legge di stabilità e dal “mettere la parola fine alla lunga stagione delle riforme costituzionali in attesa del referendum del 2016. Non sarà facile, perché niente è facile in Italia. Ma sarà entusiasmante”.