Renzi aziona la trivella e boccia ancora il referendum: “Bufala dire che si vota sulle rinnovabili”. E plaude a Napolitano: “Astensione legittima”

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Se per qualcuno non fosse ancora chiara la posizione di Matteo Renzi sul referendum anti trivelle di domenica 17 aprile, il premier lo ha ribadito oggi ancora una volta. Perché se nel giugno del 1991 Craxi invitava gli italiani ad andare al mare, oggi il concetto renziano nei confronti del referendum contro le trivellazioni è molto simile. Ma siamo ancora ad aprile e chissà se le temperature permetteranno la gita sulla spiaggia. Nella consueta enews il premier ha spiegato il quesito referendario: “Ripeto fino alla noia, scusandomi con chi ha già sentito queste considerazioni, sulla bufala trivelle. Non c’è nessun referendum sulle trivelle. Non c’è una sola trivella in discussione: solo la scelta se continuare a estrarre carbone e gas fino all’esaurimento del giacimento senza sprecare ciò che già stiamo utilizzando oppure fermarsi a metà alla scadenza della concessione”. Poi ha argomentato il suo invito a non recarsi alle urne: “Il referendum voluto dai consigli regionali, non dai cittadini, non vieta nuovi impianti: rende solo impossibile continuare a sfruttare quelli che già ci sono, alla scadenza. La bufala è questa: dicono che si voti sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull’alternativa alle energie fossili. In realtà si chiudono impianti che funzionano, facendo perdere undicimila posti di lavoro e aumentando l’importazione di gas dai paesi arabi o dalla Russia. Sia chiaro: ogni scelta è legittima. Chi vuole che il referendum passi deve votare sì, chi vuole che il referendum non passi può scegliere tra votare no o non andare a votare”.

Contrario al referendum era stato già nella mattinata di oggi l’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E Renzi non si è lasciato sfuggire l’occasione per rivolgerli l’ennesimo plauso: “Come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano oggi in una intervista a Repubblica, infatti, se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no”. “Sulle energie rinnovabili – ha scritto ancora il premier – l’Italia va forte, meglio di UK, Francia e Germania. Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare più gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse già esistenti. A me sembra più saggio finire di estrarre ciò che già c’è, senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l’energia che abbiamo”.