Italia Viva è sempre più morta: mentre Matteo Renzi apre Srl e fa affari con Bin Salman il partito si svuota

Renzi Salman
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Italia Viva è sempre più morta. Nei sondaggi il partito di Matteo Renzi è in caduta perenne e ormai riesce ad assommare i voti dello zoccolo duro e basta. E mentre il suo leader e fondatore apre società di consulenza e porta a casa incarichi “segreti” per i maxiprogetti di Bin Salman, scatta il fuggi fuggi.

Italia Viva è sempre più morta: mentre Matteo Renzi apre Srl e fa affari con Bin Salman il partito si svuota

L’ultima ad andarsene è stata Patrizia Baffi. Consigliera regionale in Lombardia e grande amica di Attilio Fontana, è passata da Italia Viva a Fratelli d’Italia dopo essere stata eletta al Pirellone con il Partito Democratico. Ma, ricorda oggi Il Fatto Quotidiano, prima di lei negli ultimi giorni anche in altre parti d’Italia ci sono stati degli addii. A inizio aprile 11 dirigenti in Calabria hanno lasciato il partito. Perché il senatore Ernesto Magorno, responsabile di IV nella Regione, vuole avvicinarsi al governatore leghista Nino Spirlì.

A molti renziani calabresi non è andato giù nemmeno l’intergruppo parlamentare con Forza Italia e Lega a favore dello Stretto di Messina. Così hanno lasciato 11 esponenti di peso tra cui Stefania Coviello della Direzione Nazionale. I 4 coordinatori provinciali Lidia Chiriatti (Reggio Calabria) Salvatore Giorno (Cosenza), Maria Salvia (Vibo Valentia) e Caterina Sirianni (Catanzaro), oltre a consiglieri comunali e dirigenti dell’Assemblea nazionale di Italia Viva.

Il fuggi fuggi da Italia Viva

Lo stesso succede in Campania dove Italia Viva aveva preso un ragguardevole 7,3% alle ultime elezioni. Il gruppo consiliare a Napoli una settimana dopo le elezioni si è sciolto dopo l’addio
dei tre consiglieri Manuela Mirra, Gabriele Mundo e Carmine Sgambati e adesso in  tutta la Regione i renziani della prima ora iniziano ad andarsene: c’è il renzianissimo Tommaso Ederoclite oggi passato nello staff  di Antonio Bassolino, la deputata Michela Rostan oggi nel Misto e almeno 4 consiglieri municipali di Napoli che, come ha raccontato Il Mattino, sono pronti a lasciare dopo la scelta di candidare Gennaro Migliore a sindaco di Napoli senza alcun coinvolgimento sul territorio.

Altri abbandono a Sarzana e a Palermo oltre ai coordinamento provinciale. Mentre al Senato sono sempre in bilico Leonardo Grimani e Mauro Marino che vorrebbe tornare nel Partito Democratico. Anche Carmine D’Alessandro contesta la linea del Capo: “Non possiamo allearci con la destra – dice – formare il centro non risolve il problema politico: dobbiamo  stare nel centrosinistra”. E intanto nel ventre dei gruppi parlamentari l’irritazione per le notizie sul conferenziere Renzi e per il distacco da deputati e  senatori aumenta: “Ormai Matteo pensa solo agli affari”, conclude amaro un senatore di Italia Viva.

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