Renzi lascia la politica perché Italia Viva non decolla? Maria Elena Boschi e altri fedelissimi stanno mollando, vicino a lui solo Carrai

matteo renzi italia viva
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Matteo Renzi lascia la politica perché Italia Viva non decolla? La voce rimbalza da qualche tempo nei rumors e nei siti a loro dedicati, ma oggi ad addentrarsi nell’ipotesi, pur con i dovuti distinguo e condizionali, è il Corriere della Sera in un articolo di Claudio Bozza.

Renzi lascia la politica perché Italia Viva non decolla?

Secondo quanto racconta il Corriere “Matthew d’Arabia”, come qualcuno ha iniziato a chiamarlo paragonandolo a Peter ‘O Toole, ha messo nel palmares una dichiarazione di redditi a sei zeri con
gli incarichi che svolge su commissione e le pubbliche relazioni, viaggi spesso di piacere che possono essere forieri di opportunità future. La sua sfera di conoscenza è un “network internazionale” che è potenzialmente in grado di intrecciare relazioni con chiunque. Ha rifiutato il vaccino che gli era stato offerto dal distaccamento italiano dell’Università di Stanford come professore a contratto.

Ma se su questo lato va tutto bene, Italia Viva non decolla: si era posto l’obiettivo di arrivare al 10%. E pare difficile ormai anche solo pensare di raggiungerlo, visto che i sondaggi politici danno IV al 2% e la sua popolarità ai minimi tra i leader. Lui fa altro: corre, gioca a tennis, va in bici, realizza documentari su Firenze. Anche due fedelissimi del calibro di Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi puntano su altro rispetto alla politica. Segno che il giglio magico di un tempo sta perdendo definitivamente i suoi petali?

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Di certo non molla Marco Carrai. Che era l’organizzatore del suo ultimo viaggio a Dubai, oltre che presidente di Toscana Aeroporti e, soprattutto, vicepresidente esecutivo di Jsw Steel Italy, il colosso della siderurgia di Sajjan Jindal. Ma anche console di Israele per Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna. Il manager fiorentino vanta ottimi rapporti con Benjamin Netanyahu. Renzi e Carrai si muovono spesso in coppia. A inizio marzo erano assieme nel lussuoso Jumeirah Beach Hotel di Dubai. Sulla carta, un viaggio di piacere; in realtà, un altro tassello di quelle pubbliche relazioni che con la politica attiva hanno sempre meno a che fare.

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