Sondaggi politici: la Lega continua a crollare per l’appoggio a Draghi (e Meloni festeggia)

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I sondaggi politici di SWG sono impietosi per Matteo Salvini e la Lega: anche nella rilevazione illustrata ieri da Enrico Mentana durante il Tg di La7, così come in quella della scorsa settimana, il Carroccio è in calo (quando ha perso quasi un punto percentuale). Stavolta a beneficiarne è Fratelli d’Italia ma è evidente che la strategia del Capitano riguardo l’appoggio al governo Draghi sta cominciando a far perdere voti alla Lega, che del resto non riesce a incidere nemmeno sulle riaperture e viene zittita dal premier.

Sondaggi politici: la Lega continua a calare per l’appoggio a Draghi (e Meloni festeggia)

Nel dettaglio, i sondaggi politici di SWG per il Tg di La7 dicono che la Lega è oggi al 22,6%. Cala quindi dello 0,7% dopo aver perso lo 0,9% la scorsa settimana. Anche il Partito Democratico cala dello 0,2% e approda al 18,8%. Poco più di un punto rispetto a Fratelli d’Italia che è al 17,7% e guadagna quasi la stessa percentuale persa dalla Lega: +0,6%. Il Movimento 5 Stelle è quasi stabile (perde lo 0,1% rispetto alla rilevazione precedente) ma in virtù del balzo di Meloni deve cedere la terza piazza in attesa che Giuseppe Conte diventi leader e l’effetto sui sondaggi politici si stabilizzi. Forza Italia dal 6,7% va al 6,5% (-0,2%) e Azione di Carlo Calenda va al 3,2% dal 3,4% della scorsa settimana. Sinistra Italiana invece guadagna uno 0,1% e arriva al 2,5%, adesso che non è più legata ai bersaniani di Mdp.

Per quanto riguarda i partiti più piccoli, i Verdi sono al 2,3% dal 2 della scorsa settimana, Italia Viva è al 2,2% dal 2,3% (calo anche per Matteo Renzi: il Bahrein non porta fortuna) e Articolo 1 – Mdp cala dello 0,1% ed è al 2% tondo. Più Europa arriva invece all’1,7% con un rimbalzo tecnico dopo le perdite delle scorse settimane. Cambiamo con Giovanni Toti arriva all’1,3% guadagnando uno 0,4% in una sola settimana. Le altre liste sono quotate all’1,8% in totale mentre è in calo la percentuale di chi non si esprime (38%, dal 40% della scorsa settimana). L’indagine per il sondaggio politico SWG l’ha condotta con tecnica mista CATI-CAWI-CAMI. Ha riguardato un campione di 1200 soggetti rappresentativi della popolazione italiana.

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I sondaggi politici di oggi 30 marzo

Il sondaggio di Ipsos illustrato domenica scorsa da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera invece diceva che l’apprezzamento nei confronti del governo e quello del presidente Draghi erano in calo rispettivamente di sei punti e di sette. A calare erano le aree geografiche che avevano manifestato all’inizio il gradimento più alto: Nordest e Centro-Nord. Il calo era più marcato in categorie come coloro che hanno condizioni economiche elevate, laureati, ceti dirigenti o impiegatizi. E, insieme, Draghi piaceva meno agli operai, ai lavoratori autonomi e ai lavoratori con contratti a termine.

Il calo era più forte tra gli elettori del Pd, del M5s e di FdI mentre era stabile tra quelli di Lega e Forza Italia. Gli orientamenti di voto dicevano che la Lega era al 22,5% ma perdeva mezzo punto percentuale rispetto a febbraio. Era seguita dal Pd al 20,3% che cresceva di un 1,3%. Poi c’era il M5s al 18% (+2.6%) che scavalcava FdI (17,2%) mentre Forza Italia era al 7,6%. Azione di Carlo Calenda sorpassava Italia viva (2,2%). Sinistra Italiana superava Articolo 1 MdP dopo la separazione e il bis di Roberto Speranza al governo come ministro della Salute.

Anche +Europa era in flessione (1,5%) dopo l’addio di Emma Bonino mentre la quota di indecisi arrivava al 40,8%. E i sondaggi sul gradimento dei leader? Giuseppe Conte era primo con 57, anche se cala di 4 punti, mentre Speranza era a 39 e cede un punto. Al terzo posto c’era Giorgia Meloni con 37, seguita da Letta con 33 e Salvini con 32. Chiudevano la classifica Berlusconi (29), Calenda e Toti (27). Renzivera ultimo con 11.

Sondaggi sul gradimento dei leader: Conte è primo, Draghi perde sette punti in un mese

Il M5s intanto sconta in parte la prospettiva che Conte possa diventare leader: spiega Pagnoncelli che la contraddizione è solo apparente: infatti, “se da un lato puntare su di lui alimenta l’aspettativa di ricomporre le profonde divisioni interne e sembra attrarre nuovi elettori, dall’altro l’avvicinamento di Conte al M5S gli aliena una parte dell’apprezzamento precedentemente acquisito presso coloro che ne apprezzavano il profilo istituzionale. Insomma, più Conte assume un ruolo politico e più rischia di perdere consenso personale perché si trasforma in  avversario.

Il quadro dell’indice di fiducia nei leader politici rilevato in un sondaggio curato da Fabrizio Masia di Emg Acqua presentato durante la puntata di giovedì di Agorà su Rai2 diceva invece che pur essendo sceso di 7-8 punti nell’arco dell’ultimo mese, tuttavia il premier conservava la fiducia del 56% degli intervistati. A seguirlo, nella classifica del gradimento al 41%, erano Giuseppe Conte (-1% rispetto a una settimana fa), e Giorgia Meloni che guadagnava un punto.

A seguire c’era il leader della Lega, Matteo Salvini, stabile al 34% delle preferenze, mentre guadagnava l’1% su base settimanale il governatore del Veneto, Luca Zaia, che affiancava Salvini al 34%. Il presidente della regione Emilia Romagna con il 33% delle preferenze faceva meglio del segretario del Pd Enrico Letta al 31%. Chiudeva la classifica il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che perde un punto e raccoglie il 26% della fiducia degli elettori.

Il sondaggio “Noto sondaggi” condotto per la trasmissione di Raiuno Porta a Porta di giovedì sera diceva invece che se si andasse alle elezioni la Lega otterrebbe 24.5% dei consensi, il Pd il 18% mentre Fratelli d’Italia e Movimento Cinque Stelle avrebbero il 16.5% dei consensi. secondo i dati dell’istituto demoscopico Forza Italia si attesterebbe a 6.5%, Cambiamo al 2% così come Leu; Azione otterrebbe il 3%; Iv il 2,5% ed i Verdi l’1,5%.

 

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