Renzi ossessionato da Draghi. Bestiario elettorale senza tregua

C’è la Meloni che non riesce a trattenere la propria natura, Letta che si contraddice e Berlusconi a cui sfugge il suo amore per Putin.

C’è la Meloni che non riesce a trattenere la propria natura, Letta che si contraddice e Berlusconi a cui sfugge il suo amore per Putin. Eccoci nel nostro quotidiano appuntamento del bestiario elettorale.

PORTA A PORTA

Al comizio di Perugia Giorgia Meloni, premier in pectore almeno secondo i sondaggi, ha alzato i toni si è lasciata andare in un passaggio non proprio presidenziale. “In morra cinese sinistra, clandestino batte donna violentata”, ha gridato piuttosto infervorata la leader di Fratelli d’Italia. Il riferimento è alle polemiche sollevate dalla sua diffusione del video dello stupro di Piacenza, poi rimosso da tutte le piattaforme social.

Video peraltro di cui Meloni ha rivendicato la pubblicazione: “Niente di cui scusarmi, ho condiviso video per esprimere solidarietà”. Se la solidarietà a una donna stuprata la Meloni la manifesta mostrando la vittima a tutti stiamo a posto: auguriamoci che non solidarizzi mai con nessun altro.

BERLUSCONI NEL LETTONE DI PUTIN
Secondo Silvio Berlusconi, Putin sarebbe stato “costretto” a invadere l’Ucraina per colpa dei comunisti. Non è una delle sue orride barzellette. Durante la presentazione dei candidati di Forza Italia in Veneto (che ormai rischiano di essere più degli elettori) Berlusconi ha detto: “Parlando della Russia, volevamo dire il nostro dispiacere per quello che è avvenuto in Ucraina.

È stata una decisione sbagliata, io so che Putin è stato forzato dal suo Paese, dalla sua gente, dai suoi uomini del partito comunista a intervenire per difendere le Repubbliche del Donbass dall’Ucraina di Eltsin”. Ora, al di là del fatto che Eltsin in realtà non c’entra un bel niente (forse si riferiva a Zelensky) sarebbe curioso che ne pensano quelli illuminati giornalisti che da mesi cercano gli “amici di Putin”: qui c’è un reo confesso, ancora una volta.

LETTA IN INVERSIONE A U
“Non ci si inventa progressisti. Parlano le storie personali”. Lo dice il segretario del Pd, Enrico Letta, intervistato da Il Messaggero. “Il M5s è il partito di Grillo, quello che per anni ha detto che destra e sinistra sono uguali. Io dico – prosegue Letta – no, non sono uguali. Non esiste la sinistra a targhe alterne. La cultura politica, la linearità dei percorsi di vita, le grandi scelte valoriali contano e continueranno sempre a contare, per fortuna”. Ma Letta non ha un buon amico che gli faccia notare come un’affermazione del genere cancelli tutti gli ultimi anni di governo?

SE DRAGHI S’INCAZZA…
A Giorgia Meloni tremano i polsi in vista di Palazzo Chigi? “La tranquillizziamo perché cercheremo di non farcela arrivare. Lei sta lavorando per diventare premier tra meno di un mese e se la destra vincerà le elezioni la Meloni andrà a Palazzo Chigi. Altrimenti l’unica alternativa si chiama Mario Draghi e io sto lavorando per questo”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a Radio Capital. Ma Renzi non ha un buon amico che gli faccia notare che questo tirare per la giacchetta Draghi sembra un’ossessione? Non c’è un contenuto, uno solo, oltre alla foto di Draghi nell’agenda di Renzi e Calenda?

IL RE DEL BOSCO
Antonio Tajani: “Un saluto da Rocca Priora per l’apertura della Sagra del Fungo Porcino, conosciuto come il re del bosco. Una manifestazione che ogni anno attira più di 50mila visitatori. Sarà mio compito valorizzare le potenzialità di questo territorio”. Con tutto il rispetto per il valore del porcino il coordinatore di Forza Italia sembra aver assaggiato altri tipi di funghi, nella scelta delle priorità in campagna elettorale.

CHI DI CUNIAL FERISCE…
Sara Cunial, leader dei complottisti, è considerata di essere un’infiltrata della massoneria dai suoi stessi complottisti. Contrappasso.

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