I renziani tramano a Napoli. Ma Manfredi e 5 Stelle sono premiati dai sondaggi. Venuto meno il nome di Migliore Iv cerca di posizionarsi. E c’è chi pensa che voglia trovare spazio con Bassolino

Napoli Manfredi
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Chi pensava che i Cinque stelle fossero morti e appartenessero al passato, dovrà presumibilmente ricredersi. La novità arriva da Napoli: secondo gli ultimi sondaggi commissionati dai Verdi a Euromedia Research, l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi è il candidato nella corsa a sindaco di Napoli che al momento riscuote maggiore fiducia. Secondo il sondaggio, svolto su un campione di mille interviste tra il 7 e l’8 giugno, il candidato della coalizione giallorossa ottiene il 54,9% in quanto a fiducia.

Secondo, ma distaccato di dieci punti al 47,9%, c’è il pm antimafia in aspettativa Catello Maresca: candidato di centrodestra, ma che al momento non vuole correre con i simboli di Lega, Fdi e Fi (creando non pochi malumori nella coalizione). Terzo Antonio Bassolino col 36,9% e quarta Alessandra Clemente al 34%. Secondo Euromedia Research poi la fiducia nel consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borrelli sarebbe al 49,5%, dietro Manfredi. Mentre per l’eventuale candidato Fdi Sergio Rastrelli sarebbe al 24,8%.

Dati eclatanti e che probabilmente coglieranno molti impreparati considerando il gran parlare che si è fatto nelle ultime settimane su una presunta fine politica dei Cinque stelle. Già, perché i sondaggi rivelano anche un altro dettaglio non di poco conto: come riportato ieri da Repubblica Napoli, la rilevazione mostra che l’asse Pd-M5s sia visto con favore dagli elettori. Non solo: primo partito risulta il M5s con il 19,1% dei consensi, mentre il Pd è subito dietro con il 17,9%. Un segnale interessante per le due forze politiche che proprio su Napoli sono riuscite a trovare un candidato unitario, a differenza di altre città come Roma e Torino. Il 15 giugno scorso in città è arrivato anche il leader in pectore del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte (leggi l’articolo), segno che sulla competizione il Movimento cinque stelle intende puntare. Ma anche per i dem il banco di prova è importante per valutare gli equilibri interni alla coalizione.

LA STRATEGIA. C’è un dettaglio, infatti, che non deve sfuggire: “Dopo la catastrofa prima in Umbria e poi in Liguria, per la prima volta Napoli potrebbe sancire un successo giallorosso in un’elezione amministrativa e lanciare così l’asse definitivamente anche a livello nazionale”, spiega una fonte dem considerata storico ‘pontiere’ con i Cinque stelle. A mettere i bastoni tra le ruote – questi perlomeno sono i rumors – potrebbe essere Italia Viva. Non è un mistero che il partito di Matteo Renzi abbia giocato a lungo per ostacolare un’eventuale intesa tra Pd e Movimento sul nome del candidato.

Lo stesso Manfredi non ha riscosso particolarmente successo, tanto che nelle settimane scorse era stato avanzato prepotentemente il nome di Gennaro Migliore. Una candidatura, però, di cui sembrerebbe che si siano perse le tracce. Scomparsa. “Perché probabilmente nessuno se l’è filata…”, dice a mezza bocca e non senza un filo di lieve cattiveria un parlamentare campano dei Cinque stelle. Non sarebbe un caso allora che proprio ieri Ettore Rosato ha annunciato – alla presenza tra gli altri proprio di Migliore – che “Italia Viva sarà presente con il proprio simbolo alle prossime elezioni amministrative di Napoli”.

Ma i renziani hanno aggiunto anche un altro dettaglio che lascia capire come il partito abbia buttato i remi in barca: “Stiamo lavorando, con il contributo importante dei comitati, per definire il profilo politico, programmatico e organizzativo che sottoporremo al candidato sindaco Manfredi”, spiegano gli esponenti di Italia Viva. Che è come dire: rinunciamo a Migliore e vediamo cosa dice Manfredi, provando a fare la voce grossa. C’è chi però non crede nella bontà di Italia viva.

Voci sotterranee insistono su un presunto accordo tra renziani e Bassolino. “Il pericolo è che il programma a cui Iv sta lavorando sia solo un pretesto per rompere con Manfredi, per poi virare con Bassolino scaricando ogni tipo di responsabilità sul candidato di centrosinistra e soprattutto sul Movimento cinque stelle”. Questa la tesi preponderante tra gli attivisti pentastellati della città di Napoli. Una voce che è arrivata anche a Roma e che trova non pochi parlamentari campani concordi. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni.