Report dell’Oms pubblicato e poi sparito, il ricercatore Zambon dai pm di Bergamo. La decisione dopo la lettera con cui Di Maio ha invitato i vertici dell’Organizzazione a rinunciare all’immunità

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Alla fine, il ricercatore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Francesco Zambon (nella foto), autore del report critico sulla gestione della pandemia da parte dell’Italia, che, come rivelato da un’inchiesta di Report, è stato pubblicato e poi rimosso nel giro di qualche ora dal sito dell’Oms, ha deciso di presentarsi spontaneamente dai pm di Bergamo dopo tre convocazioni da parte dei magistrati. Tra le ragioni che lo hanno spinto a ignorare il divieto impostogli dalla stessa Oms, c’è anche la lettera in cui il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha chiesto alla stessa Organizzazione mondiale della sanità di rinunciare all’immunità diplomatica per i suoi funzionari convocati come testimoni.

A rivelarlo ieri all’agenzia Agi è stato l’avvocato Vittore d’Acquarone, legale di Zambon, toccando anche la questione delle presunte pressioni subite dal suo assistito ad opera di Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms, sul dossier pubblicato e poi sparito dal web. “Ma hanno influito tante cose in questa decisione oltre al ministro che dice che secondo lui l’Oms lo deve mandare a testimoniare – ha precisato d’Acquarone –. Il fatto che una persona ha dei diritti e dei doveri anche come persona, a prescindere dalle posizioni che prendono gli altri; la chiamata da parte dell’autorità giudiziaria del tuo Paese; Ranieri Guerra che sui social nei giorni scorsi ha detto che sarebbe stato giusto che lui si presentasse. Alla fine, sembrava che lui non ci volesse andare e non era così in una situazione paradossale dove gli uffici dell’Oms dicono che non si deve presentare e il direttore vicario, Guerra, dice di sì”.

Quanto a Zambon, “è una persona in questo momento molto provata da una situazione che si trascina da molti mesi”, ha aggiunto d’Acquarone descrivendo lo stato d’animo del suo assistito. E alla domanda se Zambon abbia paura per possibili ripercussioni, il legale ha risposto: “Chiunque di noi può immaginare, mettendosi nei suoi panni, quanto possa essere sgradevole la situazione che sta vivendo”.

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