Resteremo senza luce e gas? Tutti gli scenari possibili

Cosa succede se la Russia chiude il gas all’Italia
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Resteremo senza gas e luce? La Russia ha minacciato di interrompere le forniture di gas all’Europa: cosa accadrà? Tutti gli scenari possibili.

Resteremo senza luce e gas? Tutti gli scenari possibili

Straziata dalle sanzioni occidentali, Mosca ha deciso di reagire è colpire l’Europa nel settore in cui è più fragile. Il Cremlino, infatti, ha recentemente minacciato di interrompere le forniture di gas e petrolio all’Europa, chiudendo il Nord Stream 1, ossia il gasdotto che collega la Russia alla Germania. La minaccia è stata formulata in seguito all’ipotesi di nuove sanzioni contro il petrolio russo.

In questo contesto, diventa sempre più reale il pericolo che il settore energetico venga travolto dalle tensioni generate dalla guerra in Ucraina. Sinora, il settore energetico era stato escluso dalle sanzioni occidentali.

In un simile scenario, cosa accadrebbe se la fornitura di gas dalla Russia si fermasse? Resteremo senza luce e gas? A queste domande, ha tentato di rispondere la Fondazione Eni-Enrico Mattei, che ha redatto uno studio secondo il quale lo stop all’importazione da Mosca “è un’eventualità da scongiurare con forza” in quanto porterebbe l’Italia a dover attuare un razionamento del gas.

Lo studio ipotizza che le forniture russe vengano azzerate da marzo 2022 a marzo 2023.

Importazioni da Libia e Algeria: i numeri del 2021

Un’altra eventualità da considerare consiste nell’incrementare l’importazione di gas da altri Paesi come la Libia e l’Algeria. In questo caso, riceverebbe gas naturale liquefatto e potrebbe usufruire di 58,4 miliardi di metri cubi di gas ossia il 75% della domanda del 2021.

Secondo i dati del 2021, l’Italia consuma mediamente 70 miliardi di metri cubi di gas, dei quali il 40% (pari a 28,8 miliardi di metri cubi) è stato importato da Mosca.

Inoltre, si potrebbe ovviare alla mancanza di gas dando priorità al sistema elettrico nazionale, in modo tale da evitare interruzioni della corrente elettrica. In questo caso, bisogna comunque considerare che l’aumento dei costi della luce e dell’elettricità non riguardano solo l’Italia e potrebbe essere imposto lo stop all’importazione in virtù dei problemi che stanno travolgendo anche gli altri Paesi.

Italia senza luce e gas? Ipotesi centrali a carbone, fonti rinnovabili e razionamento energetico

Infine, per contrastare la carenza di gas, si sta anche valutando di massimizzare l’uso delle centrali a carbone attualmente attive. Inoltre, si vorrebbe procedere alla riapertura di due centrali destinate alla dismissione e all’incremento dell’uso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Tuttavia, anche se venissero attuate tutte le misure citate, l’Italia si troverebbe comunque in condizioni critiche e non sarebbe possibile escludere misure di razionamento. Questo scenario provocherebbe “una forte contrazione del Pil” e fallimenti delle aziende energivore schiacciate dal costo troppo alto dell’energia.