Retata ad Artena. Nel comune alle porte di Roma arrestati per concussione sindaco e assessore ai lavori pubblici. Gli indagati sono ventidue

di Clemente Pistilli
Cronaca Roma

Arrestati il sindaco dem Felicetto Angelini (nella foto) e l’assessore ai lavori pubblici di Artena, piccolo centro della provincia di Roma. E con loro a finire ai domiciliari sono stati anche l’allora responsabile dell’ufficio tecnico comunale e il presidente di una cooperativa urbanistica a cui lo stesso Comune aveva affidato l’istruttoria dei condoni edilizi comunali.

Il blitz è scattato all’alba di oggi e i carabinieri del comando provinciale di Roma, al termine di accurate indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Velletri, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura, mettendo i quattro ai domiciliari e disponendo la sospensione temporanea dai pubblici uffici nei confronti della segretaria comunale, del vice comandante della Polizia Locale e della responsabile dell’ufficio personale dello stesso Comune.

Dalle indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Colleferro sono emerse “una pluralità di condotte delittuose integranti i delitti di concussione, tentata concussione, falsità ideologica (in relazione all’approvazione del bilancio di previsione del Comune di Artena per gli anni 2018-2020), turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e plurimi abusi d’ufficio”.

Emersa inoltre la consumazione da parte del sindaco, in concorso con un altro soggetto all’epoca dei fatti consigliere comunale di minoranza, del reato di corruzione per l’esercizio della funzione, e da parte dell’assessore ai lavori pubblici, in concorso con un imprenditore, del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio.

L’inchiesta, infine, ha fatto emergere altre condotte delittuose quali l’annullamento di diverse contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada a determinati soggetti nonché, con riferimento al presidente di una cooperativa urbanistica a cui lo stesso Comune aveva affidato l’istruttoria dei condoni edilizi comunali, di più ipotesi di tentata concussione. In tutto gli indagati sono ventidue.