Retromarcia su Roma della Lega, Salvini a 5 Stelle non piace nemmeno a Di Maio. E non vuole endorsement alla Raggi

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Nessun accordo con il Movimento 5 Stelle. Ma solo un contrasto al Partito democratico. Il leader della Lega, Matteo Salvini, smentisce l’ipotesi di un asse con i pentastellati alle prossime comunali. “Qualcuno si sta chiedendo se io abbia fatto accordi o sottobanco con il Movimento 5 stelle per Roma? Sono fantasie pure”, ha scandito il leader del Carroccio. “Ho detto che al ballottaggio voterei Raggi perché, anche nell’ultimo paesino d’Italia non voterei per Renzi nemmeno sotto tortura”, ha aggiunto, spiegando il senso del possibile sostegno alla candidata dei 5 Stelle per il Campidoglio. Quindi Salvini ha ostentato fiducia nell’esito elettorale di giugno. “A Milano, come a Roma al ballottaggio ci siamo noi con Parisi e Meloni. Il problema se lo devono porre a Milano i 5 stelle e a Roma il Pd, perché sia Giachetti che Marchini vedono il ballottaggio con il binocolo”.

Del resto il vicepresidente della Camera e componente del direttorio del Movimento, Luigi Di Maio,  aveva preso le distanze: “Prima di tutto Matteo Salvini non ha diritto di voto. E per quello che so io e poi dispone del suo solo voto, perché gli elettori non sono delle capre e sanno decidere con la loro testa. Non hanno bisogno di endorsement”. La puntualizzazione del leader leghista si era insomma resa necessaria dopo il polverone sollevato dalle sua affermazioni.  Francesco Storace, capolista della lista Storace a supporto di Alfio Marchini,  ha colto l’occasione per ironizzare: “Non ho capito se Salvini fa votare la  Raggi al ballottaggio o direttamente al primo turno per sbrigarsi”.

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