Su J&J Ricciardi ha detto balle. Ma Speranza continua a tenerselo. Il virologo aveva parlato di efficacia solo per 60 giorni. Ora il Cts ha chiarito: “La copertura dura sei mesi”

WALTER RICCIARDI
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Walter Ricciardi colpisce ancora. L’ex attore di film di camorra (imperdibile L’ultimo guappo), – ex responsabile Sanità di Italia Futura, creatura politica di Montezemolo mai nata – e consigliere del ministro della salute Roberto Speranza ha avuto spesso posizioni solipsistiche sul Covid. Dal 2019 è a capo del dipartimento Sanità di Azione, il micropartito di Carlo Calenda, ma non ne parla mai anche se qualche volta lo si becca a retwittare il suo capo sulla politica. La sua nomina da parte di Speranza è avvenuta con una sorta di lettera di incarico invece del solito decreto ministeriale e questo comporta un ruolo sfumato dei suoi compiti istituzionali.

L’idea che ci si è fatti è che Ricciardi spesso faccia affermazioni che vengono poi puntualmente smentite dagli organi scientifici preposti. Ma ricordiamo brevemente gli antecedenti. La storia del medico napoletano inizia con il Conte II quando scoppia la pandemia e lui comincia a tirare sassate sul governo (diatriba iniziata con il Conte I che lo portò alle dimissioni da presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e specialmente sul ministro Speranza che ad ogni buon conto lo assume dopo poco in veste di suo consigliere. Subito la clamorosa trasformazione: Ricciardi comincia a parlare bene del governo e del suo ministro.

Lo stesso ha fatto la carriera internazionale all’ombra del capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus che si è segnalato per la sua assoluta incapacità di gestire la pandemia da Covid -19 (e anche altre), basti pensare che per molto tempo ha dichiarato che le mascherine non servivano a nulla, naturalmente supportato prontamente da Ricciardi stesso, la cui azione si caratterizza per una continua smentita di quanto dice il Comitato tecnico scientifico che subito dopo lo smentisce nuovamente in un gioco infinito che disorienta i cittadini. L’ultima riguarda il richiamo del vaccino Johnson & Johnson. A Ricciardi “Johnson” non deve proprio piacere a livello di nome perché su Twitter –su cui è molto attivo- attacca anche un altro Johnson e cioè Boris. Ma torniamo all’attualità.

IL NUOVO SCIVOLONE. Ricciardi freme. È da tempo che Fazio non lo invita più a L’aria che tira mentre Roberto Burioni ci sguazza alla grande e così se ne esce con un’altra delle sue e cioè che il vaccino J & J ha validità limitata a soli due mesi, poi serve il richiamo. Naturalmente la sua posizione è come al solito isolata nella comunità scientifica, ma riesce comunque a gettare nell’ansia i cittadini che il vaccino monodose se lo sono fatti da un sacco di tempo e hanno ora abbondantemente superato i due mesi da lui paventati.

Si scatena il caos con la gente che chiama direttamente i virologi come Matteo Bassetti che smentisce in diretta tv il consigliere di Speranza per rassicurare il milione e mezzo di persone che pensano di non essere più protette. Ecco, dopo il pasticcio AstraZeneca, ci risiamo. Si terrorizza la gente che non sa più che fare perché ogni giorno c’è qualcuno che dice una cosa diversa. E certamente questa modalità di comunicazione porta acqua al mulino no vax che hanno poi buon gioco a dire che gli ”scienziati” non ci capiscono un bel niente.

Dopo quanto detto da Bassetti ieri arriva –come al solito- la smentita ufficiale via comunicato stampa da parte del Cts che formalizza il richiamo per J&J a sei mesi dalla prima dose con un vaccino a mRna e cioè Pfizer o Moderna. Ma è possibile che ci siano ancora casi di malacomunicazione come questo? E soprattutto, come è possibile che Ricciardi stia ancora al suo posto dopo quanto successo?