Rifiuti, Raggi: “Io non mollo. Vado avanti e lotto a mani nude per difendere la mia città. Si deve impedire ai clan di condizionare il processo politico e democratico”

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“La criminalità con ‘la monnezza’ si arricchisce e prova a condizionare le amministrazioni. Questa mattina all’alba due persone sono state arrestate a Latina nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (leggi l’articolo): secondo l’accusa, un imprenditore operante nel settore dei rifiuti avrebbe pagato 45mila euro a membri del clan camorristico ‘Di Silvio’ in cambio di duecento voti al capolista candidato da “Noi con Salvini” in occasione delle amministrative di Latina del 2016”. E’ quanto ha scritto, in un lungo post su Facebook, la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“Lo scorso marzo, nell’ambito di un’altra inchiesta – scrive ancora la Raggi -, furono arrestati anche la dirigente dei rifiuti della Regione Lazio e un imprenditore proprietario delle discariche dove, di fatto, la Regione Lazio aveva dirottato i rifiuti della città di Roma. A me vengono in mente le immagini del 11 dicembre del 2018 quando una nuvola nera offuscò il cielo di Roma: fu dato alle fiamme uno dei due impianti di proprietà di Roma Capitale dove veniva trattato un quarto dei rifiuti dell’intera città e dei Comuni vicini. Pochi mesi dopo ci fu un principio di incendio nel secondo ed ultimo impianto di proprietà comunale: un vigilantes diede l’allarme e fu scongiurata una catastrofe. E poi ci sono le migliaia di cassonetti bruciati in questi anni”.

“Lo dico a voce alta – aggiunge la sindaca di Roma – perché è giusto che i romani sappiano cosa stiamo affrontando da cinque anni per loro. Finalmente stiamo assumendo personale nuovo nella società che raccoglie i rifiuti, abbiamo acquistato nuovi camion, stiamo sostituendo tutti i 41mila cassonetti, avviato la costruzione di due nuovi impianti di compostaggio. Ma per farlo abbiamo dovuto rimettere in ordine i conti della società, l’Ama: siamo andati indietro fino al 2003 ed abbiamo trovato ruberie per 250 milioni di euro. Soldi sottratti ai cittadini”.

“Noi abbiamo un piano di investimenti – va avanti la Raggi -, già iniziato, per 340 milioni con la realizzazione di nuovi impianti di selezione, 300 nuovi mezzi per la raccolta, 88 nuove spazzatrici, nuovi centri di raccolta. Se ci fermano, sono certa che questi investimenti faranno una brutta fine e non aiuteranno Roma. In questi anni la Regione Lazio non ci ha dato una mano. Vi do un solo dato per farvi capire come ‘funziona’ qui nel Lazio: mentre arrestano imprenditori e dirigenti legati ai rifiuti, nella nostra regione abbiamo attive una discarica ed un inceneritore per gli scarti che dovrebbero servire tutte le province laziali. In Lombardia, allo stesso tempo, sono in attività 13 inceneritori e 21 discariche, delle quali nessuna a Milano”.

“Ognuno di noi si impegni con la differenziata – conclude la sindaca Raggi nel suo post – e non creda alle baggianate che vengono raccontate. La verità è che sui rifiuti c’è chi ci fa i soldi facili. E vuole continuare a farne. Io non mollo. Vado avanti e lotto a mani nude per difendere la mia città. Ps: raccolgo il ‘grido d’allarme’ della Commissione Antimafia: con l’approssimarsi delle elezioni amministrative, si deve impedire ai clan di condizionare il processo politico e democratico. Ed è necessario ricordare come i Di Silvio di Latina, attraverso i Casamonica hanno radici anche nella Capitale ed è necessario vigilare su tutti i fronti”.

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